Galileo Galilei e le lune di Giove

404 anni fa, il 7 gennaio 1610, al termine di una giornata di osservazioni Galileo scrisse una lettera a cui affidava le prime riflessioni concernenti le lune di Giove.

Era dal mese di dicembre del 1609 e Galileo aveva terminato di lavorare al suo nuovo telescopio, adesso capace di ingrandire fino a 20x; le sue osservazioni in quella regione celeste si conclusero con l’annuncio di questa grande scoperta, avvenuta appena poche settimane dopo. A quel tempo ne vide solo 3 e pensò che fossero stelle fisse intorno Giove. Da osservatore instancabile quale era, continuò a puntare il telescopio al cielo e, tra l’8 Gennaio e il 2 Marzo del 1610 riuscì a scoprire il quarto corpo e confermare che non si trattava di stelle fisse ma di corpi che orbitavano intorno a Giove.

Particolari delle lune scoperte da Galileo e fotografate qui da vicino dalla sonda Galileo, della NASA. (Photocredit: NASA).

Fu una mirabile scoperta, il cui impatto si estese alla scienza in generale e ai suoi metodi (e strumenti), e non solo all’astronomia. I nuovi corpi scoperti furono dedicati alla famiglia dei medici, che non persero occasione per finanziare e proteggere Galilei: su suggerimento di Cosimo de’ Medici, Gran Duca di Toscana dal 1609, vennero chiamate Stelle Medicee in onore dei fratelli.

L’Universo non è statico, perfetto ed immutabile. E non tutti gli oggetti cosmici orbitano intorno alla Terra, come fino ad allora si credeva.  Il Sidereus Nuncius di Galilei è una delle prime grandi prove contro il venerato geocentrismo, caro alla tradizione aristotelico-tolemaica, benché nel testo non si faccia menzione alcuna dell’eliocentrismo di Copernico.

Confronto tra la posizione delle “nuove stelle accanto a Giove” nel disegno di Galileo e la posizione quel giorno, delle lune di Giove nel cielo. (Photocredit: Marco Castellani /INAF).

Nell’immagine vedete un’iscrizione dedicata a Galileo incisa sulla sonda Juno, diretta ora verso Giove. Il testo dice: “Nell’undicesimo (scil. giorno) era in questa formazione e la stella più vicina a Giove era metà della dimensione dell’altra, e molto vicina alla seconda di modo che, tutte e tre le stelle osservate durante le notti precedenti, dovevano avere la stessa dimensione ed essere ugualmente distanti; di conseguenza, è evidente che intorno a Giove ci sono tre stelle che si muovono, invisibili a tutti fino ad ora”. (Photocredit: ASI/NASA).

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