Il Mundus Subterraneus e l'antica geografia

Vedete qui sopra una suggestiva stampa dell’illustrazione del mondo sotterraneo immaginato da Athanasius Kircher – Mundus Subterraneus, 1664.

Illustre rappresentante dell’enciclopedismo seicentesco, fu un pensatore indubbiamente eclettico: si interessò di linguistica, filologia, filosofia, geologia planetaria, ottica, fino ad essere ricordato come collezionista di antichità. Le sue ricche raccolte di reperti di arte classica, orientale e amerindiana formarono quello che passò alla storia come  “Museo kircheriano”, successivamente ospitato nel Collegio Romano (1651). Tra le sue opere occorre segnalare Oedipus Aegyptiacus (1652), Mundus subterraneus (1665) e China illustrata (1667).

Oggi diviso principalmente tra il Museo preistorico etnografico Luigi Pigorini e il museo delle Terme (l’attuale Museo nazionale romano), il museo oggi ospita anche le famose macchine ottiche e catottriche fatte costruire da Kircher per scopi di studio e diletto. Per approfondire:

Giorgio De Sepi, Il Museo del Collegio Romano di Athanasius Kircher di Eugenio Lo Sardo

Sito web del Liceo “Visconti”, contenente la galleria fotografica e altre informazioni sulla collezione lì conservata

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

La geografia in realtà è una disciplina dalla storia complessa. Eratostene di Cirene (275 a.C. –195 a.C.) può essere considerato il fondatore della geografia matematica. Fu il primo a usare il termine “geografia” nel significato di descrizione della Terra. Compilò una carta del mondo che vedete qui sopra usando le coordinate sferiche (latitudine/longitudine) inventate da Dicearco da Messina.

Riscoperta nel XV secolo, la Geografia di Tolomeo (100-175 circa, d.C.) è un’importante testimonianza per capire la geografia matematica e i metodi cartografici usati nell’antichità.

Più che una mappa dell’intero globo, la Geografia è una mappa di quello che si riteneva essere il mondo abitato (in greco, oikoumène), compreso tra il parallelo di Thule (ad una latitudine di 63° N) e il parallelo di Anti-Meroe (a 16° 25’ S). L’oikoumène si estendeva in longitudine per 180°, e la località più occidentale, che gli aveva permesso di fissare il meridiano di riferimento, era alle Isole Fortunate (le Canarie di oggi).

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