Saturno e lune sotto Natale

A partire dal 23 dicembre 2013, la sonda della NASA Cassini ha iniziato ad inviare suggestive immagini di Saturno e delle sue Lune.

Qui vedete un primo piano degli anelli di Saturno. Se si osserva l’immagine in dettaglio è possibile scorgere le diverse densità nel materiale presente negli anelli. Il fenomeno è noto da tempo: la densità degli anelli varia in base alla più o meno forte azione gravitazionale degli oggetti che le orbitano accanto. Più precisamente, l’intensità del campo gravitazionale varia in base alla distanza a cui nel 365 giorni dell’anno si trovano le sue lune. La regione immortalata nell’immagine interagisce con la gravità di Titano: la banda scura (o vuota) al centro è chiamata “Colombo Gap” ed è sincronizzata proprio con l’orbita di Titano, che è di 16 giorni.

Nell’immagine sotto ottenuta con un particolare filtro che permette di superare l’alone che copre Titano è possibile scorgere i laghi sotto la spessa atmosfera.

Tra le altre cose, la sonda ha il compito di monitorare l’evoluzione dell’ atmosfera di Titano e, in particolare, di studiare i suoi grandi laghi di idrocarburi (metano ed etano liquido) che stanno cambiando insieme al succedersi delle stagioni. Nel 2013 Cassini ha rilasciato la mappa più completa dei laghi e mari nell’emisfero nord e sta studiando il nesso sussistente tra le variazioni nella quantità di luce solare che l’emisfero nord riceve e il susseguirsi delle stagioni.

Scoperta dal matematico e astronomo Giovanni D. Cassini nel lontano 1684, Dione è la quarta luna di Saturno ed è stata recentemente ricostruita in alta risoluzione da Daniel Macháček grazie alle immagini della sonda Cassini della NASA/ESA.

Si estende per un diametro di circa 1.122 km ed è quindicesima nella classifica delle lune più grandi del Sistema Solare. Ha una particolarità: è più massiccia di tutte le altre messe insieme. Composta soprattutto da ghiaccio d’acqua, ha anche una considerevole percentuale di materiale più denso, come rocce silicate – di qui la sua massa. Sul piano geologico, pur essendo più piccola, Dione è molto simile a Rea: ha infatti terreni ricchi di crateri ma con segni di una passata attività tettonica. Secondo alcuni dati ricavati di recente, potrebbe aver ospitato un oceano sotto la sua crosta fino a non molto tempo fa (non è improbabile ci siano tracce negli strati più profondi della sua crosta).

Un aspetto significativo concerne la sua atmosfera: è infatti composta da ossigeno. Essendo la sua superficie per lo più ghiacciata, l’intenso bombardamento di particelle cariche trasportate dai venti solari genera autentiche cascate di molecole di ossigeno. Secondo lo spettrometro a plasma della sonda, la densità di quest’atmosfera dovrebbe aggirarsi tra 0.01 e 0.09 particelle per centimetro cubo. La vedete qui sopra davanti agli anelli di Saturno. (Photocredit: NASA/Emily Lakdawalla).

Ora veniamo a Giapeto.

Composto per l’80% da ghiaccio e solo per il 20% da roccia, metà bianco e metà nero, con una strana forma schiacciata sia a i poli sia lungo l’equatore: è Giapeto, una delle lune di Saturno. Il materiale scuro, depositato nell’emisfero del satellite rivolto verso lo spazio, forma uno strato spesso circa un metro: si tratta di detriti raccolti nel suo moto attorno a Saturno. Attualmente non esistono spiegazioni convincenti sulla strana forma di questo satellite: forse, quando era molto giovane, ha iniziato a sciogliersi e, ruotando vorticosamente su se stesso, avrebbe assunto questa singolare forma. Questa teoria contrasta però con la forma a cresta della linea equatoriale, alta fino a 20 km, che continua a rimanere un mistero.

Concludo con una panoramica di Saturno e lune.

Questa angolatura di Saturno riesce a catturare il transito delle diverse lune lungo l’intera faccia del gigante gassoso. In alto a destra la più grande in arancione è Titano (è più grande di Mercurio)  può essere visto in alto a destra. Da sinistra a destra ci sono, in ordine, Encelado, Dione, e Mimas. La banda scura che attraversa la faccia del pianeta leggermente al di sopra degli anelli è l’ombra degli anelli stessi sulla superficie del pianeta.

Questa foto è stata scattata con la Wide Field Planetary Camera 2 di Hubble il 24 febbraio 2009, quando Saturno era ad una distanza di circa 1,25 miliardi di km dalla Terra (il livello di dettaglio dell’occhio di Hubble è di circa 300 km).

(Photocredit: NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA). Acknowledgment: M. Wong (STScI/UC Berkeley) and C. Go (Philippines)).

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