Stringhe e fantafisica

Pensavate che la teoria delle Stringhe fosse fantafisica?

Beh, devo dire che pure io le penso ancora così, però mi rincuora scoprire che c’è chi non demorde (il progresso si nasconde anche nelle pieghe degli errori). Gli scienziati della Towson University (Maryland) si sono inventati un test studiando i moti dei pianeti, lune e asteroidi, che ricorda il famoso test di Galileo sulla gravità – sostengono che sia un po’ come far cadere delle palle dalla Torre di Pisa!

Gli stringhisti pensano di essere un passo avanti nella scoperta di quello che ormai è considerato il santo Graal della fisica: la Teoria del Tutto, una superteoria che unifica tutte le forze fondamentali, gravità inclusa, unendo quindi la Relatività Generale con la teoria quantistica dei campi che, in fisica delle particelle, spiega tutte le forze ad eccezione della gravità. Ideali a parte, cosa ritengono di poter fare quella della Towson University? In pratica si tratterebbe di dimostrare che misurazioni precise delle posizioni dei corpi nel sistema solare siano indicatori di possibili “discrepanze”, pur lievi, rispetto alle previsioni della Relatività Generale e soprattutto del principio di equivalenza. Il team della Towson ha presentato la sua ricerca ieri,  in occasione del XXII meeting dell’American Astronomical Society, a Washington. Una pubblicazione apparirà nella rivista Classical and Quantum Gravity.

Attendo di leggere ulteriori studi. Per ora posso dire che la faccenda non mi convince molto: ad oggi sappiamo che la teoria delle stringhe predice violazioni del principio di equivalenza perché comporta l’introduzione di “nuovi campi” che si accoppiano in modo diverso per oggetti di diversa composizione – sono dunque sensibili alla massa – causando una loro accelerazione anche se si trovano nello stesso campo gravitazionale. Le ipotesi del team della Towson University concernono tre tipi di violazioni del principio di equivalenza, che riguardano: la terza legge di Keplero sul moto dei pianeti, una deriva dei punti di Lagrange e una violazione della polarizzazione orbitale (il Nordtvedt effect), per cui la distanza tra due corpi come la Terra e la Luna non è costante a causa delle differenze di accelerazione verso un terzo corpo, in questo caso il Sole.

Resto perplessa nei confronti degli stringhisti perché, fino ad oggi, nessuno di questi tre fenomeni si pone in violazione del principio di equivalenza. Ho scritto giusto oggi di un test molto significativo che si sta effettuando con un sistema ternario, una pulsar e due nane bianche. Per il resto credo che le osservazioni scientifiche abbiano tutte un certo grado di incertezza sperimentale; prendere queste incertezze per violazioni è un errore grossolano.

Paper di riferimento: Expanded Solar-System Limits on Violations of the Equivalence Principle, linkabile da qui: m.iopscience.iop.org/0264-9381/31/1/015001.

Dimenticavo: nell’immagine vedete una rappresentazione grafica di una ipersuperficie tridimensionale di una varietà (o spazio) di Calabi-Yau – roba da fisici. (Photocredit: Jbourjai/Wikipedia).

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