Due cuori e una galassia

Primo piano della galassia M83 ottenuta dai dati del Hubble insieme a quelli del Giant Magellan Telescope.

Una collaborazione a dir poco proficua. Mi riferisco a quella tra due “giganti”, il telescopio spaziale Hubble e il potente telescopio terrestre GMT (Giant Magellan Telescope) che ha consentito di ottenere queste nuove immagini del doppio cuore della grande galassia Messier 83 (M83), conosciuta anche come Galassia Girandola del Sud. A 15 milioni di anni di distanza da noi, si tratta di una delle più grandi e vicine galassie a spirale barrata a noi note. In questa nuova immagine mostra non solo il suo splendore ma anche la sua incessante attività: negli ultimi decenni, infatti, ha ospitato numerose delle più luminose supernove mai viste. Ma tra le cose più affascinanti che la riguardano c’è sicuramente il nucleo diviso in due.

Come la Via Lattea, anche la M83 possiede una grande barra di stelle al cuore della sua spirale. Questa barra agisce come un’autostrada capace di incanalare il gas verso il centro della galassia, dove viene usato per la formazione di nuove stelle e per nutrire il buco nero supermassiccio che dimora in quella regione. Questo spiega anche perché i cuori delle galassie a spirale barrata sono spesso estremamente scintillanti.

Immagine di Hubble mostra le luci e la polvere nella grande galassia a spirale M83. (Credit: NASA/ESA/Hubble Heritage Team (STScl/AURA)/William Blair (Johns Hopkins University)).

Ma la regione centrale di M83 è più ricca di sorprese di quanto ci si potesse aspettare. Il buco nero supermassiccio che si trova in essa non è solo. Tecnicamente ciò non implica che ci siano due buchi neri, ma che il buco nero potrebbe essere circondato da un anello di stelle che, orbitando incessantemente, crea l’illusione che ce ne siano due. Questa caratteristica del doppio nucleo esiste anche nel caso della più vicina Galassia Andromeda ed è ancora un fenomeno che si porta dietro molti misteri.

La galassia M83 vista nel contesto dall’indagine DSS. (Credit: NASA/SDSS).

Come ho accennato all’inizio, M83 è anche nota per le supernove, sei delle quali osservate nel secolo scorso: SN 1923A, SN 1945B, SN 1950B, SN 1957D, SN 1968L ed SN 1983N. Questo numero è raggiunto solo dalla galassia M61 (con 6 supernove) e da NGC 6946 che ne ha ben 9, fino ad ora. L’attività della galassia non è una cosa recentissima dato che al suo interno troviamo quasi 300 resti di supernovae e oltre 3000 ammassi di stelle, tra cui molte con età inferiori ai 5 milioni di anni. (Fonte: http://spacetelescope.org/news/heic1403/).

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