HARPS scopre tre nuovi pianeti nell’ammasso Messier 67

Questa immagine a grande campo del cielo intorno al vecchio ammasso stellare Messier 67 è stata ottenuta a partire da immagini della DSS2 (Digitized Sky Survey 2). L’ammasso è il ricco raggruppamento di stelle al centro della fotografia. Messier 67 contiene stelle che hanno più o meno la stessa età e la stessa composizione chimica del Sole. (Photocredit: ESO/Digitized Sky Survey 2/Davide De Martin).

Grazie alla sinergia operativa del cacciatore di pianeti HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher)  dell’ESO, e di altri telescopi sparsi per il mondo, un team internazionale di astronomi ha scoperto tre pianeti in orbita intorno alle stelle dell’ammasso Messier 67. Anche se sono più di un migliaio i pianeti scoperti fuori dal Sistema Solare, solo pochissimi sono stati trovati negli ammassi stellari. Ma il fatto straordinario è un altro: uno dei nuovi esopianeti è in orbita intorno a una stella che è un raro gemello solare – una stella quasi identica al Sole sotto tutti gli aspetti.

Si sa ora che i pianeti in orbita intorno a stelle al di fuori dal Sistema Solare sono molto comuni. Questi esopianeti sono stati trovati intorno a stelle di una grande varietà di età e composizione chimica e sono sparsi in tutto il cielo. Ma finora solo pochissimi pianeti sono stati trovati in ammassi stellari. Questo è particolarmente strano poiché è noto che la maggior parte delle stelle nasce negli ammassi. Gli astronomi si sono chiesti se ci fosse qualche diverso meccanismo nella formazione dei pianeti negli ammassi stellari per spiegare questa scarsità. Anna Brucalassi (Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics, Garching, Germania), prima autrice del nuovo lavoro, e il suo gruppo volevano saperne di più. “Nell’ammasso stellare Messier 67 le stelle hanno più o meno la stessa età e composizione del Sole. Questo lo rende un laboratorio perfetto per studiare quanti pianeti si formano in questo ambiente affollato e se si formano preferenzialmente intorno a stelle più o meno massicce”.

L’equipe ha usato il cercatore di pianeti HARPS montato sul telescopio da 3,6 m dell’ESO all’Osservatorio di La Silla. Questi risultati sono stati integrati con le osservazioni di altri osservatori in tutto il mondo. Sono state seguite 88 stelle accuratamente selezionate in Messier 67 per un periodo di sei anni allo scopo di cercare i caratteristici piccoli moti delle stelle in avvicinamento o allontanamento dalla Terra che rivelano la presenza dei pianeti in orbita. L’ammasso si trova a circa 2500 anni luce da noi nella costellazione del Cancro e contiene circa 500 stelle. Molte di queste stelle sono più deboli di quelle che di solito si osservano nelle ricerche di esopianeti e cercare di rivelare un debole segnale dai possibili pianeti ha spinto HARPS al limite. Sono stati scoperti tre pianeti, due in orbita a stelle simili al Sole e uno in orbita intorno a una stella gigante rossa più massiccia ed evoluta. I primi due pianeti hanno circa un terzo della massa di Giove e le loro orbite sono di sette e cinque giorni, rispettivamente. Il terzo pianeta invece impiega 122 giorni a compiere un giro intorno alla stella ospite ed è più massiccio di Giove.

Il primo di questi pianeti è in orbita intorno a una stella straordinaria – una di quelle più simili al Sole, un gemello solare quasi identico al Sole. È il primo gemello solare in ammasso di cui sia stato scoperto un pianeta. Due dei tre pianeti sono “pianeti gioviani caldi” – pianeti simili a Giove in dimensione ma molto più vicini alla loro stella madre e perciò molto più caldi. Tutti e tre sono più vicini alla loro stella ospite della zona abitabile, dove potrebbe esistere acqua allo stato liquido. “Questi nuovi risultati mostrano che i pianeti negli ammassi aperti sono comuni quasi come nelle stelle isolate – ma non sono facili da individuare”, aggiunge Luca Pasquini (ESO, Garching, Germania), coautore del nuovo articolo. “I nuovi risultati sono in contrasto con lavori precedenti che non hanno trovato pianeti negli ammassi, ma è in accordo con altre osservazioni più recenti. Stiamo continuando a osservare questo ammasso per scoprire come le stelle con e senza pianeti differiscono in massa e composizione chimica“. (Fonte: http://www.eso.org/public).

Paper di riferimento:

A. Brucalassi et alii.,Three planetary companions around M67 stars, in “Astronomy & Astrophysics” (forthcoming).

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