Spirit e Opportunity: le più belle foto di Marte

(Photocredit: NASA/JPL-Caltech/Texas A&M/Cornell).

Come sarebbe il paesaggio intorno a noi se potessimo camminare su Marte? Tra crateri, tramonti, dune e immense distese di polveri solcate solo dalle ruote dei rover, possiamo fare un viaggio come se potessimo passare un po’ di tempo sul Pianeta Rosso. Da quando Spirit Opportunity, le due sonde marziane della Nasa, sono atterrate su Marte, sono passati 10 anni. Era il 3 gennaio 2004 quando Spirit, dopo circa 7 mesi di viaggio, toccò il suolo del Pianeta Rosso, seguita – il 24 gennaio dello stesso anno – da Opportunity. Destinati a durare tre mesi, i due rover “gemelli” si sono rivelati incredibilmente longevi: Spirit ha continuato a viaggiare sul suolo marziano per 6 anni prima di soccombere, mentre Opportunity è ancora in salute e ha collezionato oltre 38 chilometri di viaggio sul suolo del pianeta. 

Per celebrare questo anniversario, lo Smithsonian National Air and Space Museum di Washington ha allestito una mostra dal titolo “Spirit and Opportunity: 10 Years Roving Across Mars” (“Spirit e Opportunity: 10 anni di viaggio su Marte”) con le 50 foto più significative scattate dai rover, adeguatamente processate fino a rassomigliare a opere d’arte. Ecco alcune delle più belle. Iniziamo con un tramonto marziano sopra al bordo del cratere Gusev, catturato da Spirit posizionato a un’ottantina di chilometri di distanza. Sembra straordinariamente simile a un tramonto terrestre: foto come questa servono agli scienziati per determinare quanto in alto nell’atmosfera si estendano le polveri marziane e per individuare la presenza di eventuali nubi di ghiaccio. Qui sotto vediamo Opportunity che immortala la propria ombra, allungata dalla luce bassa del pomeriggio, al limitare del cratere Endurance.

Photocredit: NASA/JPL-Caltech/Texas A&M/Cornell.

Un letto di rocce denominate “Toltecs”, probabilmente di origine vulcanica o basaltica a giudicare dalla colorazione intensa.. Photocredit: NASA/JPL-Caltech/Texas A&M/Cornell.

n affioramento roccioso (che ricorda un po’ la forma di una faccia) presso Home Plate, un altopiano marziano studiato accuratamente dal rover Spirit. Photocredit: NASA/JPL-Caltech/Texas A&M/Cornell.

Immagini ravvicinate del suolo del Serpent Drift, un miscuglio di sabbia e polvere con caratteristici grani tondeggianti delle dimensioni di 1-2 millimetri. Photocredit: NASA/JPL-Caltech/Texas A&M/Cornell.

Microsfere di ematite, una formazione mineraria di grande interesse, nota anche con il soprannome di “mirtilli di Marte” per la forma tondeggiante delle sferule – fotografate dal rover Opportunity nella pianura di Meridiani Planum, nei pressi dell’equatore marziano.
Secondo molti scienziati sarebbero state create dall’azione di minerali impregnati di acqua, e proverebbero che in un lontano passato su Marte doveva esserci un ambiente umido. Photocredit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/USGS/Cathy Weitz.

Ancora granuli di ematite. Questa volta nel cratere Eagle, sito di atterraggio di Opportunity. Photocredit: NASA/JPL-Caltech/Cornell University.

Ora, una carrellata sulle dune, regioni dove il materiale dal vento si deposita a creando alcune tra le più belle formazioni che si possano trovare su qualsiasi corpo planetario.Utilizzando la potente fotocamera High-Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) montata sul Mars Reconnaissance Orbiter della NASA, gli scienziati hanno una particolare vista su queste dune che li aiutano a capire meglio i processi eolici e la geologia marziana.

Dune lineari su Marte. Si notano con depositi di rocce più grandi e anche ghiacciati nelle depressioni delle dune. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA

Dune lineari su Marte. Si notano con depositi di rocce più grandi e anche ghiacciati nelle depressioni delle dune. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA.

Dune su Marte a forma di lumaca. È il classico esempio di "duna a cupola", accumuli ellittici di materiale senza superfici di scorrimento. Queste cupole contrastano notevolmente con la comparsa delle dune di Barchan. Trovate nel Proctor Crater, queste dune sono più scure del fondo del cratere circostante e sono composte da sabbia basaltica che è stata trasportata dal vento. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA

Dune su Marte a forma di lumaca. È il classico esempio di “duna a cupola”, accumuli ellittici di materiale senza superfici di scorrimento. Queste cupole contrastano notevolmente con la comparsa delle dune di Barchan. Trovate nel Proctor Crater, queste dune sono più scure del fondo del cratere circostante e sono composte da sabbia basaltica che è stata trasportata dal vento. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA.

Questa tipologia di dune assomiglia alla stoffa mossa dal vento. Le increspature si muovono lentamente sul fondo del cratere Proctor. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA

Questa tipologia di dune assomiglia alla stoffa mossa dal vento. Le increspature si muovono lentamente sul fondo del cratere Proctor. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA.

Questa particolare tipologia di dune può assomigliare a un branco di pesci con la bocca aperta. È un gruppo di dune a mezzaluna nel Polo Nord mariziano. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA

Questa particolare tipologia di dune può assomigliare a un branco di pesci con la bocca aperta. È un gruppo di dune a mezzaluna nel Polo Nord mariziano. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA.

Dune barcane che si sovrappongono. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA

Dune barcane che si sovrappongono. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA.

Dune a goccia su Marte trovate nel cratere Copernico. Questa zona è ricca di olivina, un minerale che si è formato durante le prime fasi della formazione del pianeta. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA

Dune a goccia su Marte trovate nel cratere Copernico. Questa zona è ricca di olivina, un minerale che si è formato durante le prime fasi della formazione del pianeta. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA.

Le stesse dune viste da più in alto. In questa immagine si nota che il vento sta erodendo delle piccole colline a destra della foto, portando il materiale verso sinistra e creando piccole dune barcane. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA

Dune barcane nella regione Hellespontus. In questa immagine si nota che il vento sta erodendo delle piccole colline a destra della foto, portando il materiale verso sinistra e creando piccole dune barcane. Crediti: NASA/JPL-CALTECH/UNIVERSITY OF ARIZONA.

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