Kepler-410Ab: un esopianeta in un sistema binario

(Credit: Vincent Van Eylen).

DANIMARCA – Un team internazionale di astronomi di Aarhus ha scoperto un nuovo pianeta extrasolare, battezzato Kepler-410A b. Il pianeta ha, più o meno, le dimensioni di Nettuno e orbita intorno ad una stella molto luminosa in un sistema binario che si trova a 425 anni luce dalla Terra. 

Questo nuovo esopianeta, che si aggiunge ad un catalogo di oltre mille esemplari, ha un’orbita eccentrica e potrà essere studiato nel dettaglio in quanto si trova vicino ad una stella molto luminosa. Kepler-410Ab è un po’ più grande della Terra (ha un raggio di circa 2,8 volte quello del nostro pianeta), ha una temperatura molto elevata ed un periodo di 18 giorni. Il Telescopio Spaziale Kepler lo sta già osservando da tempo, soprattutto per capire la periodicità delle variazioni della sua luminosità. La tecnica qui maggiormente usata si chiama astrosismologia. Sappiamo già da tempo che l’astrosismologia gioca un ruolo determinante nello studio degli esopianeti. In questo modo è infatti possibile identificare con esattezza senza precedenti le proprietà interne delle stelle misurandone le oscillazioni di superficie, valutandone la massa, il raggio, l’età e la rotazione interna.

L’importanza di questa tecnica è ben spiegata da Vincent Van Eylen, uno degli autori dello studio: “per comprendere le caratteristiche degli esopianeti è conveniente sfruttare la luminosità e ciò che sappiamo della stella attorno cui ruota. In questo caso, l’asterosismologia ha anche permesso di misurare l’angolo di inclinazione della stella. Ora sappiamo che stiamo guardando l’equatore della stella e non il polo. Questo dato può essere confrontato con l’orbita del pianeta per conoscerne formazione planetaria”. (Fonte:www.sciencedaily.com/releases/2014/01/140122134022.htm).

Paper di riferimento: V. Van Eylen, et alii., What Asteroseismology can do for Exoplanets: Kepler-410A b is a Small Neptune around a Bright Star, in an Eccentric Orbit Consistent with Low Obliquity, in The Astrophysical Journal, 2014; 782 (1): 14 DOI: 10.1088/0004-637X/782/1/14.

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