Si chiama M60-UCD1 ed è la galassia nana più densa dell’Universo

Galassia nana ultra-compatta M60-UCD1

L’immagine più grande è stata scattata dall’osservatorio orbitante della NASA Chandra e rappresenta la galassia NGC4649. In basso c’è la galassia nana ultra-compatta M60-UCD1: l’immagine è stata scattata dal telescopio Hubble. (Crediti: X-ray: NASA/CXC/MSU/J.Strader et al, Optical: NASA/STScI).

Grazie alle osservazioni di Hubble, del Chandra X-ray Observatory e di altri telescopi terrestri è stata scoperta la galassia più densa che conosciamo. La galassia nana ultracompatta si chiama M60 – UCD1 e non solo ospita uno straordinario numero di stelle ma potrebbe fornire importanti indizi per comprendere meglio la storia della formazione galattica. L’articolo, firmato da Jay Strader et alii., è comparso su The Astrophysical Journal Letters (dx.doi.org/10.1088/2041-8205/775/1/L6).

M60 – UCD1 ha circa 10 miliardi di anni e si trova vicino alla galassia ellittica NGC 4649, chiamata anche M60, a circa 54 milioni di anni luce dalla Terra nell’ammasso di galassie della Vergine. Circa la metà della sua massa si trova in un raggio di circa 80 anni luce: questo indica che le stelle sono circa 25 volte più vicine le une alle altre rispetto a quelle osservabili nella Via Lattea e, sorprendentemente, la quantità di idrogeno e elio in esse presenti sarebbero simili a quelle del nostro sole, rendendo così la galassia un contesto potenziale per la comparsa della vita.

Al centro di M60- UCD1 è presente un buco nero di circa 10 milioni di volte la massa del nostro Sole. Ora, questa galassia a cosa deve la sua densità? L’esistenza di un buco nero rende la domanda interessante visto che, di solito, gli ammassi stellari ne sono privi. Anche l’abbondanza di elementi pesanti come idrogeno ed elio farebbe pensare alla galassia come al residuo fra l’impatto di due galassie più grandi. Se questa ipotesi potesse essere un giorno verificata, e se la galassia in origine poteva essere tra le 50 e le 200 volte più massiccia di quanto non sia ora, la massa del suo buco nero rispetto alla massa originaria della galassia sarebbe più simile a quella della Via Lattea e di molte altre galassie.

“Pensiamo che quasi tutte le stelle sono state sbalzate fuori da ciò che una volta era una galassia molto più grande”, ha detto il coautore della ricerca Duncan Forbes della Swinburne University in Australia. “Questo movimento verso l’esterno si lascia dietro solo il nucleo molto denso della ex galassia, e un massiccio buco nero”. Restano dunque numerose domande sulla struttura e composizione, nonché sulla genesi di M60-UCD1. Grazie ai potenti telescopi come Chandra e Hubble sarà possibile rispondere a tutte queste domande. (Fonte: http://phys.org/news/2013-09-evidence-densest-galaxy-nearby-universe.html. Pubblicato originariamente su cyberscienza.it il 25/09/2013).

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