L'Origine delle Specie? L'origine di una grande storia d'amore

(Photocredit: wikipedia.org).

L’anno scorso è stata pubblicata la prima biografia di Emma Wedgwood. Meglio conosciuta come Emma Wedgwood Darwin, dal prezioso libro di Chiara Ceci (Emma Wedgwood Darwin, Sironi Editore, 2013) emerge una biografia complessa, che racchiude tutte le tensioni e le contraddizioni dell’Epoca Vittoriana. Continua a leggere

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Einstein, il Big Bang e il manoscritto ritrovato

Albert Einstein al Mount Wilson Observatory nel 1931, insieme a Edwin Hubble (al centro) e a Walter Adams. (Credit: California Institute of Technology Archives).

Che Einstein avrebbe formulato una teoria alternativa al Big Bang non è un mistero. Che però che una nuova conferma della sue evoluzione intellettuale provenga da un manoscritto che è sotto gli occhi di tutti da tempo sembra, in prima battuta, abbastanza curioso. Probabilmente risalente al 1931, il manoscritto “ritrovato” era stato catalogato erroneamente ed è consultabile liberamente accedendo agli Archivi di Albert Einstein di Gerusalemme (è online a questo indirizzo).  Continua a leggere

Peter Higgs intervistato da Bbc Radio 4

In un’intervista rilasciata al programma The Life Scientific della Bbc Radio 4 Peter Higgs ha ripercorso i giorni della scoperta, svelando alcuni retroscena che, a suo avviso, gli hanno impedito di essere grande protagonista della scienza negli anni successivi. Ecco come ricostruisce la storia lo stesso Hoggs: “Era il 1960. Mi trovavo alla prima Scottish Summer School in Physics, e facevo parte della commissione della scuola. C’era un gruppo di studenti che la notte non dormivano per discutere di cose come l’interazione debole o elettromagnetica. Purtroppo, io dovevo lavorare, quindi non sono potuto rimanere con loro. E ho capito solo dopo di essermi perso delle discussioni estremamente interessanti. Non ho potuto conoscere al momento giusto la teoria di Glashow, per esempio”.  Continua a leggere

Una stella di Planck al centro dei buchi neri

(Photocredit: Hubble Space telescope).

Qualche settimana fa, Carlo Rovelli e Francesca Vidotto hanno caricato su arXiv.org un articolo che farà discutere molto. Si intitola Planck stars. Vi si sostiene una tesi abbastanza forte: i buchi neri non sono fatti come ci immaginiamo poiché al posto della singolarità potrebbe esserci una stella di Planck. E non è una sostituzione da poco. In questo modo darebbe possibile risolvere il noto paradosso dell’informazione sostenendo che, ad un certo punto della loro vita, i buchi neri restituiscano tutte le informazioni che hanno divorato.  Continua a leggere

Quipper: un linguaggio per i computer quantistici

D-Wave One situato a Burnaby, British Columbia, Canada. (Crediti: D-Wave Systems Inc.).

Si chiama Quipper ed è il primo linguaggio di programmazione per l’informatica quantistica, uno dei casi in cui la tecnologia a disposizione è ancora qualche passo indietro rispetto alle conquiste teoriche. Quipper non può infatti essere supportato da nessun dispositivo oggi in uso, benché abbia tutte le caratteristiche necessarie per adattarsi alla computazione quantistica. Tutte le informazioni in merito sono a disposizione su arxiv.org (qui e qui). Continua a leggere

Abell 2744 Y1: la galassia più lontana dell'universo

(Photocredit: Hubble Space Telescope).

Molto probabilmente si tratta della galassia più lontana e più antica mai scoperta, nata circa 650 milioni di anni dopo il Big Bang. Un arco di tempo ridotto se si pensa che il nostro universo oggi ha all’incirca 13,8 miliardi di anni. Si chiama Abell 2744 Y1, ed è appena stata catturata dai telescopi della NASA Hubble e Spitzer. I dettagli della scoperta saranno a breve pubblicati sulla rivista Astronomy and Astrophysics Letters. Continua a leggere

I primi risultati di NOvA sui neutrini

NOvA experiment sees first long-distance neutrinos

(Credit: Fermilab).

Inaugurato nel 2013, NOvA (NuMI Off-Axis Electron-neutrino Appearance Experiment) è un esperimento volto a studiare le caratteristiche dei neutrini, in modo particolare le transizioni dal sapore muonico a quello elettronico. È arrivato ieri l’annuncio della prima rilevazione di neutrini per questa nuova generazione di esperimenti: un fascio di particelle generato al Fermilab di Chicago è stato spedito nella direzione di due rivelatori, uno vicino alla sorgente e l’altro nel Minnesota, ad Ash River, abbastanza lontano per permettere ai neutrini di cambiare sapore durante il loro tragitto.  Continua a leggere