Peter Higgs intervistato da Bbc Radio 4

In un’intervista rilasciata al programma The Life Scientific della Bbc Radio 4 Peter Higgs ha ripercorso i giorni della scoperta, svelando alcuni retroscena che, a suo avviso, gli hanno impedito di essere grande protagonista della scienza negli anni successivi. Ecco come ricostruisce la storia lo stesso Hoggs: “Era il 1960. Mi trovavo alla prima Scottish Summer School in Physics, e facevo parte della commissione della scuola. C’era un gruppo di studenti che la notte non dormivano per discutere di cose come l’interazione debole o elettromagnetica. Purtroppo, io dovevo lavorare, quindi non sono potuto rimanere con loro. E ho capito solo dopo di essermi perso delle discussioni estremamente interessanti. Non ho potuto conoscere al momento giusto la teoria di Glashow, per esempio”. 

Higgs si riferisce a Shelley Glasgow, futuro premio Nobel assieme ad Abdus Salam e Steven Weinberg, che proprio in quel periodo stava mettendo a punto la teoria alla base del Modello Standard, un impianto in cui il bosone di Higgs ha un ruolo fondamentale. Lo scienziato britannico confessa di aver fatto fatica a seguire gli sviluppi successivi del campo a causa di un certo numero di circostanze accidentali: “Dopo quella famosa summer school, in cui mi persi quelle discussioni fondamentali, non riuscii a tenere il passo con le novità che venivano dai lavori di Shelley, Abdul e Steven. Ho iniziato a capirci qualcosa solo negli anni settanta”.

L’intervista mette in luce una personalità schiva e riservata. Il Premio Nobel per la Fisica nel 2013 ”per la scoperta teorica di un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione dell’origine della massa delle particelle subatomiche, e che di recente è stato confermato attraverso la scoperta della particella fondamentale previsto, dagli esperimenti ATLAS e CMS al CERN del Large Hadron Collider”, non ha mai inviato una e-mail né ha mai navigato su internet. Higgs non si è poi risparmiato nei retroscena: “all’inizio degli anni settanta c’è anche stata la fine del mio matrimonio. In quegli anni mi dedicavo solo a studiare e insegnare. Parte del problema è che quando io e mia moglie ci sposammo lei era convinta che fossi una persona alla mano. Peccato lo fossi solo rispetto alla ricerca e non nella vita sociale”. Sempre negli anni settanta, e forse anche a causa della fine del matrimonio, Higgs divenne sempre più orso: “nessuno prendeva sul serio quello che stavo facendo. Nessuno voleva lavorare con me: mi ritenevano irascibile e probabilmente un po’ pazzo”.

Infine, Higgs si è lasciato sfuggire alcune curiosità più attuali: “francamente, la celebrità mi dà un po’ fastidio”. E non è un modo di dire: all’annuncio del premio si rese infatti irreperibile. Molti pensarono che non avesse capito di aver vinto. Ingenui. Era accaduto esattamente il contrario; sapendo che la commissione lo avrebbe chiamato per l’annuncio, era uscito di casa per non farsi trovare. Genio.

Per saperne di più: http://www.asimmetrie.it/index.php/un-te-con-peter-higgs.

Fonti on line:

http://www.ph.ed.ac.uk/peter-higgs – versione integrale dell’intervista in italiano
http://www.lnf.infn.it/theory/delduca
http://cdswep.cern.ch/record/1019670
http://physicsworld.com/cws/article/print/19750

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