L'Origine delle Specie? L'origine di una grande storia d'amore

(Photocredit: wikipedia.org).

L’anno scorso è stata pubblicata la prima biografia di Emma Wedgwood. Meglio conosciuta come Emma Wedgwood Darwin, dal prezioso libro di Chiara Ceci (Emma Wedgwood Darwin, Sironi Editore, 2013) emerge una biografia complessa, che racchiude tutte le tensioni e le contraddizioni dell’Epoca Vittoriana.

Chi era Emma Wedgwood? Emma nacque in una delle migliori famiglie del tempo, nota per le celebri ceramiche inglesi. Grazie ad insegnanti privati ebbe un’educazione di prim’ordine. Non solo: partecipò anche lei al famoso Grand Tour, un viaggio molto di moda all’epoca e per lo più riservato ai ragazzi, di cui abbiamo un resoconto nei diari di Emma. In viaggio tra Torino, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Ancona, Bologna e Milano, la sedicenne Emma vive e descrive un’esperienza unica, che la renderà una donna diversa dalle coetanee del suo tempo.

Madre di dieci figli, donna religiosa, solidale e fedele compagna, ciò che colpisce di Emma è il suo ruolo attivo nell’elaborazione delle tesi del marito. Cosa pensò di fronte alle teorie evoluzionistiche di Charles? All’inizio ebbe qualche turbamento, forse qualche ritrosia dovuta alla rigida educazione religiosa. Ma le esitazioni iniziali vennero presto superate. Charles trovò in lei un vivace interlocutore capace di spingerlo a concludere l’opera che avrebbe cambiato la biologia moderna. Chissà se e come sarebbe L’Origine delle specie senza l’intervento di Emma. Emma Wedgwood Darwin fece da redattrice e correttore di bozze delle opere del marito, occupandosi anche delle traduzioni grazie alle lingue che imparò nei suoi viaggi. Seppe garantire a Charles un sereno focolare domestico in cui, grazie a un sodalizio amoroso e intellettuale, si concluse uno dei capolavori della storia della scienza. Un aneddoto chiarisce la natura del rapporto tra Charles ed Emma: nel manoscritto del 1844 – che diventerà il libro che conosciamo dopo infinite revisioni – possiamo leggere le note di Emma: nelle pagine in cui Darwin affronta il tema dell’evoluzione dell’occhio, Emma commentava: supposizione impegnativa. Supposizione non teoria.

Emma sapeva fin troppo bene che quel libro avrebbe avuto un effetto dirompente. Proprio per questo ogni argomento doveva avere la massima cogenza. Una storia d’amore e di passione per la ricerca, la famiglia, l’arte, la cultura. Amore e passione per la vita. Da leggere. (Pubblicato su cyberscienza.it il 2/04/2013).

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