Lo strano caso dei "guanti entangled"

Dirac, Heisenberg e Schrödinger fotografati alla stazione di Stoccolma. (Credit: American Institute of Physics).

Ho letto un interessante articolo di Vincenzo Fano sul Sole24Ore di domenica scorsa, intitolato Il vero gatto di Schrödinger, che riguarda il celebre saggio di Erwin Schrödinger del 1935, finalmente tradotto in italiano da Sicania nel 2012: La situazione attuale nella meccanica quantistica (1935), Sicania, 2012. In questo saggio Schrödinger introdusse il celebre gatto mezzo vivo e mezzo morto, analogia con cui si spiega una proprietà a prima vista controintuitiva della MQ: l’entanglement, quell’intreccio o accordo segreto tra particelle che ha indotto John Bell ad ipotizzare l’esistenza di variabili nascoste per poterlo spiegare. Fano mostra molto bene come questa “magica inseparabilità” sia un nodo gnoseologico comune a fisici e filosofi della scienza al punto che, anche dopo Bas van Fraassen, Arthur Fine, Nancy Cartwright e Bryan Skyrms, non siamo ancora riusciti a rendere coerente la visione indeterministica del mondo, che la MQ ci consegna, con il principio ormai inadeguato della causa comune che soggiace all’idea stessa di variabile nascosta.   Continua a leggere

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AMS-02: una pulsar e l'origine dell'antimateria

The $1.5bn Alpha Magnetic Spectrometer on board the International Space Station. (Courtesy: NASA)

L’esperimento AMS sulla ISS. (Credit: NASA).

Invocare la materia oscura per spiegare lo squilibrio tra materia e antimateria, come l’eccesso di positroni rilevato l’anno scorso dall’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS) non sembra una strategia esplicativa molto proficua. Alcuni scienziati avevano provato ad intraprendere questa strada, ora invece sembra che l’intero set di dati raccolti possa essere inteso in altro modo. O, almeno, così sembra da un articolo appena comparso sulla rivista Journal of Cosmology and Astroparticle Physics. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa è successo nell’aprile del 2013.  Continua a leggere

Come costruire una macchina del tempo

Paul Dirac. (Credit: Wikipedia.org).

Vi parlo un po’ di uno dei miei libri (e autori) preferiti: Paul Davies, Come costruire una macchina del tempo, Mondadori, 2003. Noto in tutto il mondo per le sue ricerche nel campo dei buchi neri, della cosmologia e della teoria quantistica, Paul Davies è un abilissimo divulgatore scientifico, autore tra l’altro di alcuni testi di divulgazione davvero fondamentali (che ho divorato veloce come un tachione!): I misteri del tempo. L’Universo dopo Einstein, Mondadori, 1997; Siamo soli? Implicazioni filosofiche della vita extraterrestre, Laterza, 1998; Gli ultimi tre minuti. Congetture sul destino dell’UniversoBUR, 2000 e Uno strano silenzio. Siamo soli nell’Universo?, Codice Edizioni, 2012. Nel 1995 ha vinto il prestigioso Premio Templeton; qualche anno fa è stato insignito della Medaglia Kelvin da parte dell’UK Institute of Physics e del Faraday Award della Royal Society. Continua a leggere

Viaggiare nel tempo? Forse, con un pizzico di filosofia

Rappresentazione grafica di un tachione. (Credit: wikipedia.org).

“Il viaggio nel tempo, io sostengo, è possibile. I paradossi del viaggio nel tempo sono stranezze, non impossibilità”, (Lewis D. K., The Paradoxes of Time Travel, in “American Philosophical Quarterly”,  13, (1976), pp. 145-52).

È possibile viaggiare nel tempo? Il libro di Giuliano Torrengo, viaggi nel tempo. Una guida filosofica, Laterza, Roma-Bari 2011 affronta il problema con un taglio filosofico e scientifico insieme. Colmando una lacuna nel panorama delle pubblicazioni in lingua italiana sul tema e con uno stile decisamente vivace – non mancano i rinvii alla letteratura e al cinema – presenta il ventaglio completo dei problemi che ruotano attorno ai viaggi nel tempo. Una lunga recensione del testo è disponibile su APhEX, Portale Italiano di Filosofia Analitica. Continua a leggere

Le misteriose stelle attorno a Sagittarius A*

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Sgr A* (al centro) e i due echi di luce dovuti ad una recente esplosione (cerchiati). (Credit: Chandra X-Ray Observatory, NASA).

Sagittarius A* ( Sgr A*) è una sorgente di onde radio molto compatta e luminosa, situata nel centro della Via Lattea nella grande struttura nota come Sagittarius A. Dovrebbe indicare la zona in cui si trova un buco nero supermassiccio che, con una massa di circa 4 milioni di volte quella del Sole, sarebbe il corpo attorno al quale compiono la loro rivoluzione tutte le stelle della Via Lattea. Diversi gruppi di ricerca hanno ottenuto delle immagini di Sgr A* nella lunghezza d’onda delle onde radio utilizzando il Very Long Baseline Interferometry (VLBI); le immagini ottenute hanno rilevato un disco di accrescimento ed un getto relativistico che confermerebbero la rpesenza di un buco nero supermassiccio. Ovviamente, non si trova solo soletto nello spazio: è infatti circondato da una miriade di stelle che gli orbitano intorno, conosciute con il nome di Stelle-S. Continua a leggere

Misurare l'espansione dell'universo

Illustrazione artistica dell'indagine del BOSS (Baryon Oscillation Spectroscopic Survey). La luce emessa dai quasar viene assorbita dal gas tra noi e la fonte. Credit: Zosia Rostomian (Lawrence Berkeley National Laboratory) and Andreu Font-Ribera (BOSS Lyman-alpha team, Berkeley Lab.)

Illustrazione artistica delle osservazioni di BOSS. La luce emessa dai quasars viene assorbita dal gas tra noi e la fonte. (Credit: Zosia Rostomian, Lawrence Berkeley National Laboratory, e Andreu Font-Ribera BOSS Lyman-alpha team, Berkeley Lab.).

A quale velocità si espande l’universo? Le ultime scoperte sparlano chiaro: l’universo si espande ad una velocità di 68 km/s. Gli scienziati del Lawrence Berkeley National Laboratory hanno utilizzato il Baryon Oscillation Spectroscopic Survey (BOSS), la componente più importante della Sloan Digital Sky Survey (SDSS – III), che ha pavmentato la strada all’uso dei quasar per mappare le variazioni di densità del gas intergalattico, tracciando la struttura dell’universo da giovane. I quasars sono galassie primordiali con buchi neri supermassicci particolarmente attivi (molto più di qualsiasi buco nero simile nell’universo locale). Esaminando 140.000 di questi oggetti, gli astronomi hanno creato una nuova e complessa mappa dell’espansione dell’universo fino a 10.8 miliardi di anni fa. Continua a leggere

Ipotesi cosmologica per selezione naturale

Evolution and the mass of the galaxy

Credit: David L. Nidever, et al., NRAO/AUI/NSF and Mellinger, Leiden/Argentine/Bonn Survey, Parkes Observatory, Westerbork Observatory, and Arecibo Observatory.

La matematica che soggiace alla teoria della selezione naturale di Darwin potrebbe spiegare se e come l’Universo è “progettato” per produrre Buchi Neri. Non solo.  Potrebbe anche guidarci nel capire la disposizione delle Nubi di Magellano nella Via Lattea.  Continua a leggere