Buchi neri obesi e schiume di gas ultraveloci

Rappresentazione artistica di un massiccio Buco Nero al centro di una Galassia.(Crediti: NASA).

GERMANIA -Obese Black Hole Galaxies. Così sono state battezzate da un gruppo di ricercatori del Max Planck Institute che hanno descritto le antiche galassie con al centro buchi neri la cui massa superava quella delle stesse stelle. Potrebbero essere stati all’origine dei quasar? Nascondono i segreti del Big Bang? Potrebbero dirci qualcosa in più sulla gravità in condizioni estreme? Per ora non lo sappiamo: gli scienziati sperano di capirne di più mediante le osservazioni del James Webb Space Telescope, il cui occhio scruterà i confini più remoti dell’Universo alla ricerca di qualche traccia di questi oggetti così misteriosi. Lo studio è stato pubblicato l’anno scorso nella rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.  Continua a leggere

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Accelerare le particelle con un tablet

Particle accelerator that can fit on a tabletop opens new chapter for science research

(Crediti: cortesia di Rafal Zgadzaj).

Un acceleratore di particelle che possiamo comandare da un tablet? No, non è un’ipotesi ma una nuova frontiera per la fisica delle alte energie. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Austin ha pubblicato un articolo sulla rivista Nature Communication in cui si descrive nel dettaglio questa nuova tecnologia. “Abbiamo accelerato circa mezzo miliardo di elettroni a 2 GeV su una distanza di circa 1 pollice”, sostiene Mike Downer, professore di fisica presso la Facoltà di Scienze Naturali di Austin. “Finora quel grado di energia e di concentrazione ha richiesto un acceleratore convenzionale che si estende oltre la lunghezza dei due campi di calcio. Il ridimensionamento è davvero notevole”.  Continua a leggere

La distribuzione e la composizione della materia oscura: alcune ipotesi

Astronomers unravel 20-year dark matter mystery with new computer models

In questa immagine composita ottenuta grazie al Digitized Sky Survey 2, vediamo a galassia nana Fornax è una delle più vicine alla Via Lattea. (Crediti: ESO/Digitized Sky Survey 2).

Un gruppo di astronomi texani ritiene di aver scoperto la risposta ad un problema che da oltre 20 anni divide la comunità scientifica: in che modo è distribuita la misteriosa materia oscura nelle galassie di dimensioni modeste? John Jardel e il suo tutor Karl Gebhardt hanno scoperto che in media la distribuzione della materia oscura segue una semplice legge di densità decrescente che va da zone più dense, quelle del centro della galassia, a quelle periferiche (benché l’esatta distribuzione varia spesso da galassia a galassia). I risultati sono stati pubblicati l’anno scorso nella rivista The Astrophysical Journal Letters. Continua a leggere