La scienza "inventa" il mondo?

Dall’evoluzionismo, passando per l’ipotesi di Riemann e il principio antropico, fino alla genomica moderna.

Il libro di Claudio Bartocci, Dimostrare l’impossibile. La scienza inventa il mondo, Raffaello Cortina, 2014, presenta un ricco affresco sulla scienza e i suoi protagonisti all’ombra di una domanda: a chi si rivolgono gli scienziati? Uno scienziato a chi sottopone le idee e i risultati del loro lavoro? Non solo agli specialisti, a quella che chiamiamo comunità scientifica, ma a tutti noi perché la scienza è un fatto quotidiano, interessa la nostra vita più di quanto siamo a volte disposti a riconoscere.

La scienza è, appunto, intrecciata alla vita, all’arte, alla società: intrecci e idee, proprio come le due parti di cui si compone il volume. Le vie attraverso le quali la scienza entra nella vita degli uomini sono diverse, lo scopriamo già nel primo capitolo. Facciamo due esempi tratti dal libro di Bartocci.

Credit: wikipedia.

Sappiamo che a causa dell’eliocentrismo nel 1633 Galileo fu costretto ad abiurare le sue idee. Qualche decennio prima un’altra scoperta aveva fatto il suo ingresso nella chiesa per strade molto diverse rispetto a quelle della dimostrazione e della polemica tra “specialisti”. Ancora oggi, se ammiriamo l’affresco del Cingoli (Ludovico Carli) situato nella cappella Paolina in Santa Maria Maggiore a Roma possiamo vedere la Luna piena di quei crateri che Galileo aveva disegnato nel Sidereus nuncius nel 1610. Bartocci ricorda come il Cigoli, che tra l’altro fu amico e corrispondente di Galileo, non ne avesse solo recepito il disegno, ma con ogni probabilità avesse preso di sua iniziativa un canocchiale per vedere direttamente la Luna! Galileo non fu il primo né l’unico a puntarlo agli albori della scienza moderna. 

Anche la storia di Einstein e Poincaré è emblematica. Henri Poincaré, infatti, enunciò la teoria della relatività ristretta nello stesso anno di Albert Einstein (1905) e in modo indipendente. E ne potremmo raccontare moltissime. Rivedendo il materiale accumulato in anni di divulgazione della scienza e della matematica su quotidiani e mensili italiani, l’autore ne ha ricavato un libro che è, in certo modo, la storia della scienza moderna, una storia che si concretizza in un numero incredibile di singole storie che animano le pagine del libro. Si tratta però di storie del tutto particolari: a volte si parte da un concetto, da un’immagine, da un’ipotesi o da una fotografia per raccontare un’avventura.

Un difetto che potrebbe emergere ad una lettura superficiale è proprio l’incredibile ricchezza di temi e la discontinuità che ne scaturisce; è molto difficile cercare un trait d’union che sorregga la trama. D’altro canto è proprio questo l’obiettivo del volume: la continuità sta solo negli occhi di chi ricostruisce la storia estrapolandola dalle mille altre storie che la affiancano. Un ultimo inciso. Tecnicamente la scienza non inventa il mondo; inventa piuttosto storie, crea mondi fenomenici e dimensioni “mentali” con cui entriamo in contatto con la realtà, con il mondo. Creare mondi significa creare significati, immagini, labirinti, scorciatoie, impressioni. La scienza inventa sempre nuovi modi di raccontare il mondo e di rapportarsi ad esso. 

Claudio Bartocci, Dimostrare l’impossibile. La scienza inventa il mondo, Raffaello Cortina, 2014. Link Amazon.it: http://amzn.to/20EqoPo

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