Contro la Cattiva Filosofia: Eraclito, Senofane e il quadrimensionalismo

Pubblico qui la trilogia di video su Eraclito di Efeso. Obiettivo della sezione #LostInAncientPhilosophy è di offrire uno strumento didattico di base, pensato anche per chi non sa nulla di filosofia antica, insieme a spunti di riflessione concernenti le interpretazioni contemporanee dei filosofi antichi. In questi tre video vediamo Eraclito alle prese con l’intellettualismo gnoseologico, con la (mancata) distinzione tra assi di contrarietà – che gli impedisce di dire, come farà Quine, che ci si può bagnare due volte nello stesso fiume – e con la critica ai “dormienti”, ovvero ai cattivi filosofi, critica che lo accomuna alle istanze di Senofane contro l’antropomorfismo religioso.

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Vediamo un riassunto dei punti che sviluppo nei video. Con il termine intellettualismo si indica una istanza metodologica, tipica di molti filosofi, secondo cui nel processo che ci conduce alla conoscenza avrebbe un ruolo determinante solo l’intelletto, mentre facoltà e capacità come la percezione, l’immaginazione, l’intuizione sarebbero secondarie. Il primato dell’intelletto sarebbe confermato anche sulla sfera delle emozioni e della volontà. Ora: è possibile parlare di Eraclito in questi termini? l’unità dei contrari è la grande verità che Eraclito intende consegnarci, e che il conflitto (il polemos) è la natura stessa, l’essenza unificante di ciò che esiste. Ogni cosa, viventi compresi, sono il prodotto di questa armonia, un’armonia intesa non al modo dei Pitagorici ma come equilibrio invisibile tra forze e tensioni contrarie.

Nei primi due video abbiamo detto che ogni cosa, viventi compresi, sono il prodotto di un’armonia intesa come equilibrio invisibile tra forze e tensioni contrarie. Non abbiamo solo contrari che sono compresenti nel soggetto S – come nel caso dell’arco e della lira – ma anche contrari che si succedono nel tempo, divengono l’uno nell’altro in tempi diversi. Giovane-vecchio vs desto-dormiente. 

“La stessa cosa sono il vivo e il morto, il giovane e il vecchio, il desto e il dormiente”, (Eraclito, fr.88). Eraclito non riconosce le differenze tra queste due categorie di contrari ed è in questo che riposa non solo la mancata distinzione tra soggetto e predicato ma soprattutto la differente lettura che Eraclito offre della massima del fiume rispetto a Willard Van Orman Quine. Eraclito è insomma un quadrimensionalista mancato (esagero, ovviamente). Resta innegabile tuttavia che, pur avendone gli strumenti – ovvero la contrarietà come opposizione massimale e la distinzione (che non opera) tra soggetto e predicati – non riconosce che gli individui non sono sostanze atemporali in cui solo in un momento di analisi successivo si pone il problema del mutamento.

Quello che, in generale, la filosofia antica non riconosce – e forse anche Aristotele ha avuto difficoltà su questo punto – è che “il fiume è un processo che ha coordinate spaziali ma anche temporali. […] Se riportiamo gli oggetti alla loro dimensione anche temporale, sottraendoli a quell’astrazione filosofica che li ha privati del tempo per poi generare  il paradosso del mutamento applicato ad oggetti atemporali, il problema si dissolve. Ci si può bagnare due volte nello stesso fiume, perché il fiume è una sorta di “somma” di tutti i suoi stati, anche nel corso del tempo. Quello che non possiamo fare è restare immersi due volte nella stessa parte temporale del fiume, quando tale parte è temporalmente più breve del periodo di immersione. Il che significa che non posso bagnarmi oggi nella parte temporale del fiume di ieri, ma ciò non significa che mi stia bagnando in un altro fiume”, (Paolo Valore, Quine (profili), La Scuola, 41-42).

Vedremo le due declinazioni dell’intellettualismo eraclieteo, il fuoco come controparte fisica del logos e il nomos come controparte civica del nomos per concludere con due critiche alla cattiva filosofia dei dormienti: quella eraclitea che abbiamo visto in questi tre video e quella di Senofane che, attaccando l’antropomorfismo e le superstizioni, adotta una prospettiva intellettualistica o, meglio, umanistica per rimarcare il primato della razionalità e della virtù sulle superstizioni.

Per voi cos’è la cattiva filosofia oggi?

 

✔Libri consigliati

I Presocratici. Testimonianze e frammenti, BUR http://goo.gl/SBI9vs

Willard V. Quine, Da un punto di vista logico, http://goo.gl/E0LhFo

Paolo Valore, Quine, La Scuola http://goo.gl/EtPhMc

 

 

 

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