Filosofia della Mente: Introduzione Storica

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Credit: Joan M. Mas.

Nel De Anima (II 2-4) Aristotele afferma che per i viventi l’essere è il vivere. Dato che per tutte le cose l’essenza è la causa dell’essere e per i viventi l’essenza è l’anima, l’anima sarà la causa del vivere. È la vita la nozione che unisce l’anima e il corpo e che impedisce quel dualismo che caratterizzerà invece il pensiero moderno sull’anima. Con Cartesio abbiamo infatti un radicale spostamento semantico dal termine “vita”, in quanto viene completamente incorporato nel termine “cogito”. Cartesio ritiene che il pensiero, la res cogitans, non necessita di altro che di se stesso e che è proprio il pensiero ad essere la sostanza dell’anima.

Il dualismo che emerge dalla metafisica soggettivistica di Cartesio ha influenzato fortemente le ricerche della filosofia della mente contemporanea. Il libro che intendo segnalarvi è il seguente: S. Nannini, L’anima e il corpo. Un’introduzione storica alla filosofia della mente,  Laterza, 2002 [link Amazon: http://amzn.to/1S2YDMN].

Un volume è, ancora oggi, una valida introduzione in merito. Visto che sulla pagina Facebook ci occupiamo di Neuroscience News, è molto importante tenere presente le implicazioni filosofiche del lavoro degli scienziati. E questo volume è un ottimo punto di partenza.

Nannini traccia un ponte tra filosofia analitica e storia della filosofia attraverso un’indagine dei temi che, a partire dal problema generale del rapporto tra anima e corpo o, in termini analitici, dal rapporto mente-linguaggio-azione, si sono sviluppati a partire dalle riflessioni di Frege, Russell, Wittgenstein e Ryle. I principali orientamenti presi in esame sono: materialismo, ilemorfismo, funzionalismo, naturalismo biologico.

A questi link trovate una descrizione completa dei concetti richiamati qui sopra:

materialismo ► http://plato.stanford.edu/entries/physicalism/

ilemorfismo ► http://plato.stanford.edu/entries/aristotle-psychology/

funzionalismo ► http://plato.stanford.edu/entries/functionalism/

naturalismo ► http://plato.stanford.edu/entries/naturalism/

Se la mente è “funzione”, “modo”, “parte” del corpo, i tentativi di opporsi all'”ipotesi materialistica” sembrerebbero senza speranza, destinati ad accettare che l’unica soluzione al dualismo mente-corpo sia quella di ridurre la mente a neuroni e sinapsi o ad implementazioni e funzioni di un computer, o addirittura negare la l’esistenza della coscienza. La provocazione è oggi accolta da ipotesi di tipo materialista e naturalista “non-riduzioniste”, ovvero da teorie della mente che pur affermando che gli stati mentali corrispondono a stati e processi del nostro cervello, non negano l’esistenza dell’anima, della mente e sostengono che la coscienza non può essere ridotta a nient’altro che alla coscienza. Teorie non-dualiste della mente, come il naturalismo biologico di Searle, la teoria neuroscientifica della coscienza di Edelman e il monismo anomalo di Davidson: teorie accomunate dalla tesi per cui le nostre esperienze soggettive, le nostre percezioni individuali, i nostri qualia, sono ineliminabili e sono ciò che più ci caratterizza in quanto esseri umani dotati di corpo e di anima, di pensiero e di materia”, (cfr., Eddy Carli, http://www.recensionifilosofiche.it/crono/2003-02/nannini.htm).

Nannini, S. L’anima e il corpo. Un’introduzione storica alla filosofia della mente,  Laterza, 2002, link Amazon: http://amzn.to/1S2YDMN

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