Tutto su Socrate: tra i Memorabili di Senofonte e l'Apologia di Platone

Ironia, demone, virtù. Con queste tre parole ho riassunto, nel video, il pensiero di Socrate (470/69-399 a.C.). Ora vediamo di completare l’opera con una guida in cui trovi tutto quello che c’è da sapere per approfondire la figura di Socrate. Sappiamo che nacque ad Atene da uno scultore, Sofronisco, e da una levatrice, Fenarete. La moglie, Santippe, è passata alla storia come bisbetica e rompiscatole. Ebbe certamente dei figli, il numero non lo conosciamo. Trascorse la vita intera ad Atene e fu amico di Crizia, Carmide e Alcibiade, personaggi di spicco nella scena politica ateniese e, anche per questo, molto discussi. Servì la patria come soldato semplice durante la guerra del Peloponneso. Ostile al regime democratico e a quello dei Trenta Tiranni, nel 399 fu accusato, e condannato a morte, con l’imputazione di introdurre nuove divinità e di corrompere i giovani. Socrate non scrisse nulla e questo complica non poco il lavoro dello storico.

Dobbiamo accontentarci di fonti indirette. Le più importanti sono Senofonte e Platone (di solito si ricorda anche il commediografo Aristofane). Socrate è, infatti, un personaggio che ricorre in tutta l’opera platonica e Senofonte stesso ci informa di volerne tracciare un completa apologia. Ma non devi farti ingannare! Entrambe queste testimonianze hanno dei difetti. Senofonte purtroppo non è una testa fine, nel senso che non ha una grande dimestichezza con la filosofia; per questo motivo, il suo ritratto di Socrate è abbastanza banale e non può essere preso come testimonianza “certa” della personalità socratica. Dall’altro lato, però, abbiamo Platone che di filosofia ne sa fin troppo e che spesso usa Socrate come maschera, come alter ego, come mera “comparsa” nel gioco della dialettica. Insomma, con Platone devi avere cento occhi e prestare attenzione al meccanismo che ogni singolo dialogo avvia per riuscire, forse, a capire che ruolo è stato assegnato al personaggio-Socrate. Tutto questo ovviamente non vale per l’Apologia di Socrate, che non è un dialogo e che ha un obiettivo diverso.

I Memorabili di Senofonte – Non è chiaro come mai Senofonte abbia deciso di dedicare a Socrate quest’opera. Frequentò la sua cerchia, questo è certo, ma non fu uno dei suoi discepoli (non ne sarebbe stato all’altezza, né per indole né per capacità intellettuali). La memoria di Socrate, il clamore sollevato dalla sua condanna erano tali che anche un pubblicista come Senofonte decise di dare il suo contributo (Senofonte era un autore di opere storiche, vere e proprie cronache, come Anabasi ed Elleniche). Ma non è tutto. Tieni presente che è probabile che vi fossero anche delle motivazioni personali alla base di questa scelta. Senofonte, infatti, odiava profondamente la democrazia ateniese e non solo per la condanna del più giusto tra i greci; lo storico aveva infatti forti simpatie aristocratiche.

In ogni caso, il Socrate di Senofonte è essenzialmente un vecchio saggio, un uomo virtuoso che fonda le sue massime educative sul senso comune. I Memorabili, che meglio sarebbe rendere con i Ricordi di Socrate, visto che in greco il titolo è  jApomnhmoneuvmata Swkravtouı, hanno un intento meramente apologetico e moralistico. Composti dopo il 371 a.C., e lo sappiamo perché in un passo (III.5) si allude alla battaglia di Leuttra, i Ricordi constano di 4 libri in cui, alla difesa di Socrate, segue il ritratto di un Socrate filantropo e benefattore, ottimo insegnante e rispettoso degli dei e delle virtù tradizionali. L’accento è quindi posto sul suo comportamento, in accordo con l’ideale del “buon cittadino”.

L’apologia di Platone – Cos’è la filosofia secondo Socrate? Sappiamo con certezza che la dialettica, nel suo momento critico-confutatorio e propositivo, l’ironia (so di non sapere) e la maieutica sono gli strumenti usati da Socrate nelle sue indagini. Dall’Apologia sappiamo anche che Socrate iniziò la sua attività esaminando quelli che avevano fama di essere sapienti per comprendere “cosa mai volesse dire il dio” e, in particolare, i politici, gli artigiani, i poeti abili in qualche campo specifico. Nessuno di loro superò l’esame:poeti e politici mostrarono solo di credere di essere sapienti. Solo gli artigiani furono in grado di esibire un certo sapere, ovviamente nel loro campo d’azione, ma anche loro credevano di avere alcune conoscenze (come quelle politiche) che, in ultima analisi, non possedevano affatto.

Ecco il momento positivo della confutazione. Solo se riconosci i termini della tua ignoranza puoi muoverti e costruirti un sapere. Questa è la maieutica, l’arte della levatrice applicata alle anime (la confutazione non ha solo una valenza negativa e spesso non è un momento distinto dalla maieutica). Per Socrate l’uomo è essenzialmente la sua anima, dunque “conosci te stesso” significa “prenditi cura di te stesso, della tua anima” riconoscendo la tua ignoranza e impegnandoti nel percorso che conduce alla virtù e alla conoscenza. I beni esterni, il potere, la fama, le ricchezze non valgono nulla. Dall’identità di virtù, bene e conoscenza segue il cosiddetto intellettualismo etico tipico della morale eudemonistica propugnata da Socrate.

La conoscenza del bene e l’agire virtuoso coincidono. Chi conosce il bene, lo compie. La virtù è scienza. Se questo è vero, allora il vizio sarà ignoranza e nessuno può compiere il male volontariamente. Per alcuni è difficile accettare e comprendere questa prospettiva: in realtà Socrate ci spiega molto bene cosa intende. Il bene e la felicità coincidono, dunque chi conosce il bene conosce anche cosa lo può rendere felice. A questo punto, i casi sono due: a) chi commette il male ignora il bene/felicità; b) chi commette il male conosce il bene/felicità ma si rifiuta di agire di conseguenza. Secondo Socrate la b) è assurda poiché nessuno sceglie volontariamente di essere infelice, per cui la a) è vera. Facciamo un esempio:

“un incontinente (ad esempio un alcolizzato) sa bene che gli eccessi sono dannosi alla salute, e tuttavia beve lo stesso, perché non riesce a trattenersi. Ma per Socrate, in realtà, anche questo comportamento è dettato dall’ignoranza. Presupposto indispensabile del suo discorso è che qualunque atto compiuto dall’uomo sia comandato da una decisione che identifica questo atto come portatore di un beneficio. Se questo è vero, è chiaro allora che l’alcolizzato nel momento in cui alza il bicchiere è in uno stato di obnubilamento mentale che gli fa sottovalutare i danni procurati dal suo gesto e gli fa ritenere che il bere sia per lui in quel momento un bene. Ma alla luce della morale socratica, questa situazione è appunto un caso di ignoranza. Un evidente corollario di questa tesi è che la produzione della felicità costituisce la prova della bontà morale di un’azione, perché la vera felicità, come abbiamo visto, può essere procurata solo dalla virtù. Chi voglia comprendere fino in fondo l’etica di Socrate, dunque, non deve eliminarne le caratteristiche paradossali; deve piuttosto capire qual è la fonte dei paradossi, perché i vari aspetti della teoria sono solo il logico sviluppo di quel presupposto”, (Franco Trabattoni, La Filosofia Antica. Profilo critico-storico, Carocci: p.77).

Pur non occupandosi di politica, il risvolto sociale e politico di queste posizioni fu dirompente. Sul processo a Socrate si è molto detto e scritto. Con ogni probabilità, l’intento degli accusatori di Socrate fu quello di screditarlo. Ma il punto è anche un altro: perché era inviso all’opinione pubblica? Molti non l’avevano capito, vedevano in lui una minaccia, un rappresentante di una tradizione filosofica da superare poiché colpevole del fallimento degli ideali democratici (post guerra del Peloponneso). Socrate era anche molto scomodo sul piano sociale e culturale. Era molto critico con i modi della politica a lui contemporanea, sia di stampo democratico che aristocratico, strenuo difensore dei valori morali contro la corruzione e i rapporti di forza e di potere tipici dei maneggi della politica.

Questi sono i lineamenti essenziali del suo pensiero. Da leggere assolutamente è L’Apologia di Socrate di Platone. Poi gli studi di Paul Cartlege, in particolare un saggio in italiano intitolato Il pensiero politico in pratica che contiene un’accurata analisi del processo a Socrate. Infine, consiglio il recente libro di Maria Michela SassiIndagine su Socrate. Persona, Filosofo, Cittadino. Sono tutti testi accessibili. Se avete domande o richieste bibliografiche potete lasciarle in calce al video su YouTube oppure qui sotto nei commenti.

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