La Poesia di Esiodo: un richiamo alla responsabilità per l'uomo moderno

Stampa del 1539 delle Opere e i Giorni di Esiodo (Crediti: immagine di pubblico dominio: http://bit.ly/2ebEyov).

Stampa del 1539 delle Opere e i Giorni di Esiodo (Crediti: immagine di pubblico dominio: http://bit.ly/2ebEyov).

È più antico Omero o Esiodo? Da dove ha inizio la letteratura greca? Sul rapporto cronologico con Omero si litiga fin dall’antichità; direi che è bene adottare la soluzione di Erodoto e considerare il nostro posteriore alla stesura dei poemi omerici (nonostante vi siano studiosi che posizionano Esiodo tra la stesura dell’Iliade e quella dell’Odissea). Ti dico che cosa sappiamo con certezza: la metrica, la lingua e lo stile dei due poeti derivano da una matrice analoga, benché esista una profonda differenza tra le due sfere poetiche.

Esiodo (VIII-VII secolo a.C.) mette in primo piano la dimensione personale: il poeta è nell’opera con meditazioni individuali e accenni biografici, caratteri assenti nelle opere di Omero. Come al solito, ti dico cosa c’è da sapere partendo dalla vita e dalle opere. Esiodo nasce ad Ascra, in Beozia. È il primo a “firmare” un’opera, la Teogonia. Facilitato forse dalle origini – la Beozia era una regione lontana dal continente e dalla vivacità connessa ai traffici delle rote commerciali – la sua attività poetica è spesso descritta nei manuali come quella di un isolato. Non tutti i mali vengono per nuocere, dicono i vecchi saggi! Grazie a queste condizioni non proprio tipiche della poesia rapsodica antica, Esiodo può dare nuovi contenuti alla sua produzione letteraria, in quanto oltre a farsi portavoce dei valori tradizionali mostra un amore per i dettagli della realtà quotidiana. Alla dimensione emotiva e sentimentale tipica dei lirici, Esiodo contrappone una realistica descrizione dei traumi derivanti dall’impatto con la realtà.

Il padre di Esiodo era infatti un commerciante cumano (Cuma era una città dell’Asia Minore). Purtroppo dovette affrontare le traversie della fortuna e il fallimento. In fuga dalla povertà raggiunse la zona del monte Elicona e si stabilì ad Ascra. L’unico modo per sopravvivere era dedicarsi alla pastorizia e all’agricoltura. Il trauma della decadenza economico-sociale e dell’abbandono di Cuma è evidente nella descrizione di Ascra: “città orribile in inverno, penosa in estate e mai gradevole“. L’amarezza e il pessimismo che attraversa la sua produzione ha radici nella consapevolezza del presente, nello sradicamento culturale e sociale di cui Esiodo si sente “vittima”. Questi motivi permangono anche quando la sorte cominciò a sorridere alla sua famiglia, a testimonianza di quanto fosse presente l’istinto di combattere il destino, non più ineluttabile.

La tradizione medievale ci ha conservato integralmente le sue due principali opere: la Teogonia (1022 versi) e le Opere e i giorni (828 versi). In questo secondo poema spesso si corregge il primo, ad esempio in T28 e T30 quando è introdotto il mito di Prometeo. Sembra dunque plausibile che la composizione della Teogonia sia anteriore. Tra le opere quasi certamente spurie attribuite a Esiodo, come lo Scudo, l’Astronomia, le Esortazioni a Chirone, l’Egimio e la Melampodia, solo il Catalogo delle donne è esiodeo, pur essendo stato smarrito nel medioevo. Ne abbiamo un cospicuo numero di frammenti conservati in diversi papiri (ne parla anche Werner Jaeger nel suo monumentale Paideia alle pagine 120-154). Al di là del gioco che governa il rovesciamento dell’ultima parte della Teogonia – qui si parla di donne mortali che si uniscono a un dio – l’opera è significativa soprattutto per la tradizione successiva, in primis quella alessandrina, visto che per la prima volta si fa sentire quell’esigenza comporre una poesia erudita che si riaggancia a una tradizione mitica in cui uomini e dei vivevano insieme.

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Non solo. Con Esiodo la cultura greca conosce la prima riflessione individuale sull’universo e sull’esistenza degli uomini. Il destino degli uomini, gli dei, la giustizia e il rifiuto della mentalità aristocratica sono i principali temi che ne attraversano le opere. Nel proemio della Teogonia le Muse ammettono di saper dire “menzogne simili al vero”, ma conferiscono a Esiodo il privilegio di esprimere la verità, che è unica. Nel passaggio dalla dimensione cosmogonica e teologica a quella sociale ed “etica” delle Opere e i giorni, quest’affermazione assume un significato paradigmatico. Ho messo etica tra virgolette perché in età arcaica etica e morale sono inscindibili; più corretto sarebbe parlare soltanto del richiamo ai valori aristocratici della tradizione, per quanto questi possano valere nell’indirizzare il comportamento delle comunità umane.

Esiodo non è più l’aedo, il rapsòdo o il poeta arcaico che inventa una bella storia per allietare gli animi; è il portavoce della sapienza e della verità. Al poeta spetta dunque una missione ben precisa, ossia comunicare il volere degli dei, quei valori che gli dei impongono agli uomini come norme necessarie per realizzare la dignità di ciascuno. Questo è il quadro teorico generale in cui si inseriscono le due opere principali di Esiodo.

(i) La Teogonia – La Teogonia è un poema mitologico in cui si raccontano la storia e la genealogia degli dei greci. Si ritiene che sia stato scritto intorno all’anno 700 a.C.. Lo scopo è paradigmatico: sistemare il materiale della tradizione concernente le credenze popolari presenti nella tradizione religiosa e nella poesia eroica. Ritenendosi banditore di verità, Esiodo fa proprio questo metodo “razionale” e “storico” molto arcaico per costruire un sistema di conoscenze “etiche” a disposizione di tutti. Dopo l’elogio alle Muse del prologo si passa alla narrazione dei motivi cosmogonici e alla presentazione delle figure divine. L’opera è composta in esametri e ripercorre gli avvenimenti mitologici dal Caos primordiale fino al momento in cui Zeus diviene re degli dei. Basandosi sulla lunga tradizione orale trasmessa in modo confuso dagli aedi, Esiodo elabora una sua visione personale del mondo dell’Olimpo e delle vicende della storia divina stabilendo genealogie, successione di eventi, parentele e caratteristiche di ciascuna divinità. La sua grande creazione letteraria rimane ancora oggi un’inesauribile fonte di conoscenza dei miti, delle leggende, delle fantastiche storie che hanno animato i primordi della civiltà greca. Vale davvero la pena di leggerlo!

Ti dò solo un assaggio. Dopo l’ampio proemio iniziale Esiodo racconta di come dal Caos si originarono l’Erebo e la Notte, poi l’Etere e il Giorno. Dalla Terra nacquero Urano (il cielo stellato) e il Mare; da Urano la famiglia dei Titani, l’ultimo dei quali, Crono, mutilò il padre e regnò sugli altri dei, finché non venne sostituito da Zeus. Il passaggio dalla signoria dei Titani alla monarchia di Zeus viene visto dal poeta come il passaggio dalla violenza e dal disordine all’ordine e alla giustizia. Segue una lunga ridistribuzione della potenza degli dei, con l’indicazione anche delle divinità minori, talora in elenchi che sembrano alberi genealogici. Alla fine viene fatto cenno alle unioni tra gli dei e degli dei con i mortali, che daranno origine alle schiere degli eroi della mitologia greca. Vengono infine raccontati anche il mito di Prometeo e di Pandora.

(ii) Le Opere e i giorni – Qui l’intenzione didascalica e pragmatica è ancora più evidente che nella Teogonia. Ancora una volta il tessuto connettivo è offerto dall’organizzazione di un tipo particolare di sapere: le necessità imposte dalla vita pratica. L’argomento, infatti, tiene conto delle concrete esperienze degli abitanti della Beozia, contadini in primis. L’intento principale è dunque il seguente: tramutare in un assetto organico di conoscenze un bagaglio di esperienze comuni che rischiava di andare perduto. La vita pratica, di tutti i giorni, con le sue incessanti attività è al centro dell’opera letteraria. Come farlo? Attraverso l’epica, una forma in grado di nobilitare le multiformi declinazioni della vita activa.

Il Mito di Prometeo e il Mito delle Cinque Età fanno da sfondo alla concezione etica del lavoro che compare per la prima volta proprio in Esiodo. Un sintomo di modernità davvero incredibile e senza precedenti! Terminato il proemio in cui è elevata una preghiera a Zeus e alle Muse della Pieria, Esiodo passa a occuparsi della contesa col fratello Perse il quale, dopo aver sperperato la parte della propria eredità concessa dal padre, vuole impossessarsi anche dell’eredità di Esiodo e pertanto intenta contro di lui un processo nel quale corrompe i giudici. L’autore passa quindi a descrivere la necessità del lavoro da parte degli uomini per fugare la punizione degli dei e vivere secondo giustizia. Questi concetti vengono espressi tramite tre episodi: il mito di Prometeo, il mito delle Cinque Età e il breve Apologo dello Sparviero e dell’Usignolo.

Anche qui, un altro assaggio. Il primo mito risulta distaccarsi dal racconto presente nella Teogonia: nelle Opere e i Giorni è semplicemente narrato come il fratello di Prometeo, Epimeteo abbia accolto presso gli uomini Pandora, donna creata dagli dei allo scopo di distribuire i mali tra i mortali; ciò era la naturale punizione per il furto del fuoco commesso da Prometeo, ossia rubare il fuoco agli dei; l’unico bene che rimase fu la Speranza. Nel secondo mito invece si narrano le cinque età nelle quali vissero gli uomini dalle origini fino al presente: età dell’oro, argento, bronzo, degli eroi e del ferro.

Il messaggio centrale dell’opera è il seguente: il lavoro è una necessità “etica”, imposta dagli dei che non hanno voluto concedere agli uomini un’esistenza semplice e priva di problemi. La vita umana è costantemente minacciata dalla prevaricazione e il rimedio è la giustizia, Dike, i cui seguaci sono protetti da Zeus. L’elogio a Dike costituisce il centro focale dell’opera, cui si connette l’elogio del lavoro nel quale l’uomo trova e realizza la sua dignità. Dopo alcuni episodi narrativi, l’opera assume un carattere più descrittivo e didascalico, spesso personalizzando le entità astratte (cosa che si può comprendere dall’uso della lettera maiuscola). Segue infatti una parte in cui si spiega la necessità del lavoro per vivere secondo giustizia per poi passare in rassegna le varie attività da svolgere nelle quattro diverse stagioni, norme del vivere quotidiano e singole date fauste e infauste. Si tende per lo più a ritenere non autentica quest’ultima parte di calendario.

I motivi fondamentali della poetica esiodea sono, dunque, l’esperienza soggettiva, il richiamo agli dei come messaggeri di valori (e disvalori), uno sguardo disincantato e spesso misogino nei confronti del destino umano, un forte richiamo alla giustizia che si accompagna alla denuncia dei “re corrotti” e prevaricatori. Il recupero dei valori di un mondo contadino e subalterno si correla a un “realismo” ante litteram, a un innegabile gusto nell’esposizione e descrizione dei fenomeni naturali che accompagnano la vita quotidiana nelle campagne.

(iii) Fortuna del pensiero di Esiodo e destino dell’epica–L’eredità di Esiodo è essenzialmente questa. Non si può sfuggire, anzi non vogliamo sfuggire a un confronto diretto con la realtà che ci circonda. Un recupero della sua poetica è essenziale nel percorso formativo dell’uomo moderno, soprattutto per discernere le diverse tendenze e valori che attraversano la società umana. Il richiamo alla responsabilità, alla vitalità fiera e strenua nell’agire nel mondo, di una religiosità – che per noi potrebbe essere intesa come “spiritualità” – vissuta come istanza “morale” (anche qui, tra virgolette per le ragioni di cui sopra, vedi “etica”). Il tutto condito da un umorismo sprezzante e ruvido, da un’ironia sdegnosa di chi si oppone alla corruzione altrui.

Sebbene la diffusione e l’influenza di Esiodo non si possono paragonare all’enorme risonanza dei poemi omerici, la sua opera lasciò tracce nella letteratura dei secoli immediatamente successivi. Solone riprende l’energica esortazione dell’equità sociale e del rifiuto della hybris e delle ricchezze smodate. Eschilo riprende il mito di Prometeo e Parmenide pensò al proemio del suo poema proprio avendo come modello Esiodo. Ci fu anche chi, come Lucrezio, pensò ad Esiodo nell’intento di rifondare un nuovo sistema di valori attraverso il sapere, ma la sua fortuna declinò sul finire dell’età antica. Per una ripresa dobbiamo attendere il 1700 circa.

Dopo Esiodo abbiamo solo figure marginali? 

Oltre agli autori ricordati nel video, abbiamo:

a) Chierilo di Samo, vissuto nella seconda metà del V secolo, autore delle Storie Persiane, un testo che si richiamava moltissimo a Erodoto;

b) Antimaco di Colofone, contemporaneo di Chierilo, autore di una Tebaide e di una Lide, in cui compare per la prima volta quella concezione estetica tanto cara all’epoca ellenistica;

c) infine abbiamo Archestrato di Gela, autore parodistico del IV secolo, che nella Hedypatheia (i Piaceri del Gusto) fornisce precetti e ricette di gastronomia per cucinare il pesce (un evidente tentativo di piegare la solennità del verso epico a temi di genere e quotidiani). Poi Erinna di Telo, che morì a soli 19 anni. Ci sono pervenuti solo tre epigrammi e un frammento papiraceo esteso di un’opera intitolata Canocchia, in dialetto dorico, dedicata all’amica Baucide morta il giorno delle nozze. Amore e morte: alla descrizione spensierata della fanciullezza e all’allegra operosità della vita femminile dell’epoca si accompagna la consapevolezza di un destino cupo, di morte.

Dove studiare – Nella stesura di questo testo mi sono servita degli appunti universitari, stesi all’epoca dell’esame di Letteratura greca, e dei seguenti manuali, verso cui esprimo il mio debito:

  1. D. Del Corno, Letteratura greca, Milano.
  2. F. Montanari, Storia della letteratura greca. Dalle origini all’età imperiale.
  3. G. Guidorizzi, Letteratura greca da Omero al secolo VI d. C..
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2 pensieri su “La Poesia di Esiodo: un richiamo alla responsabilità per l'uomo moderno

  1. Esiodo mi è sempre rimasto in mente fin dalle prime lezioni di filosofia, con le sue due opere che non ho mai dimenticato e spero di leggere in futuro.
    Dai uno squarcio di letteratura greca che mi fa decisamente chiedere che cosa stia aspettando ad approfondire!
    Grazie.

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