I Sofisti Minori: l'Utile e il Rapporto Natura-Legge

Risultati immagini per sofistasSpregiudicati ingannatori o abili nella gestione del marketing politico? In questo video trovi un’introduzione storico-filosofica ai Sofisti. Come abbiamo visto, Protagora di Abdera e Gorgia di Lentini sono le figure più importanti della sofistica antica. Ne esistono però alcune meno note, come Prodico di Ceo, Ippia di Elide, Antifonte di Ramnunte che, insieme ai “sofisti politici” – Trasimaco, Crizia e Callicle – ci offrono numerosi spunti di riflessione.

In questo video trovi la spiegazione di un concetto e di una relazione concettuale: l’utile e il rapporto tra physis (natura) e nomos (legge). 

Ora vediamo di approfondire questi argomenti incardinadoli in un quadro storico e teorico più generale. Nel mondo antico la fama di un pensatore come Prodico era legata a ben altro. Era infatti dovuta a ricerche che noi chiameremo “linguistiche”. Lo studio delle parole e della sinonimica era il suo cavallo di battaglia. La sinonimica, ossia l’arte di definire con precisione differenze e somiglianze tra le parole, è naturalmente collegata allo sviluppo della retorica che già conosciamo grazie ai sofisti maggiori. Un bravo retore, per persuadere, deve infatti possedere un ricco vocabolario ed essere in grado di centellinare le parole, con insuperabile maestria. Prodico concepiva la retorica seguendo Protagora: le parole possono approssimarsi, più o meno, alla verità della cosa, principio che Gorgia negava.

Con Ippia fa il suo ingresso nella sofistica un pizzico di quella ciarlataneria che caratterizzò gli epigoni del movimento. Convinto di possedere una sapienza enciclopedica, Ippia si vantava di aver inventato la mnemotecnica che consentiva di sviluppare i poteri della memoria al massimo grado. Un tuttologo che si contrappone alla classica e ormai decaduta immagine del saggio greco. Privilegiando gli interessi del singolo e svalutando l’utile collettivo, Antifonte manifesta il proprio orientamento antidemocratico. Certo, gli uomini sono uguali, siano essi greci o barbari, ma questa uguaglianza non deriva da un diritto positivo, ma dalle comuni basi biologiche che ci legano. E il trattatello Sulla Concordia in cui si esaltano le leggi come collante sociale non deve essere frainteso: demolendo le leggi attuali c’è la speranza di sostituirle con dei programmi migliori in grado di rispettare il principio di giustizia naturale inteso come utile individuale. Come questo possa avvenire resta ovviamente impossibile da stabilire.

Un discorso a parte va fatto per i sofisti politici. A Trasimaco di Calcedonia (V secolo a.C.) si deve la tesi secondo cui il giusto è l’utile del più forte. Con questa affermazione viene immediatamente sciolto il dilemma di Protagora: se il primo posto spetta all’utile, chi stabilisce che cosa è utile e che cosa non lo è? Si configura così il nuovo spirito aristocratico della sofistica, basato sul logos. Crizia, quello del governo dei Quattrocento e dei Trenta Tiranni per intenderci, ha molto insistito sulla religione come strumento di controllo di un popolo ignorante. Il culto degli dei ha dunque finalità ben precise. Infine, di Callicle possediamo solo il ritratto del Gorgia di Platone: sostiene anche lui la superiorità della natura sulla legge e la convinzione, però, che per natura gli uomini non sono affatto uguali. la distinzione tra forti e deboli è assolutamente naturale. L’uomo ideale secondo Callicle è il tiranno, una specie di superuomo che sta al di sopra delle leggi e può disporne come vuole, in quanto per natura non deve rendere conto a nessuno.

La parabola discendente di questo movimento va di pari passo con la crisi della polis. Gli eristi (da erèo, che vuol dire “affermare”, “dire”) sono il suo ultimo afflato. Licofrone e i fratelli Eutidemo e Dionisodoro partivano dal presupposto gorgiano che nulla è vero, negando che l’apprendimento stesso fosse qualcosa di possibile: per dimostrare queste bizzarre tesi, si inventarono strani giochi linguistici che più che mettere in scacco l’interlocutore risultano tentativi poco riusciti, tipici di un pensiero che ormai aveva esaurito ogni possibilità di espressione.

Per saperne di più, qui sotto trovi due testi fondamentali:

1- M. Bonazzi, I Sofisti. Testo greco a fronte, BUR.

2- M. Bonazzi, I Sofisti, Carocci.

 

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