Tucidide, Vico, Hegel: la nascita della Filosofia della Storia

Quando abbiamo sentito il bisogno di fare una riflessione filosofica sulla storia? Quando nasce la filosofia della storia? E quando nasce la storiografia critica e razionale? Quando parleremo delle Guerre Persiane e della Guerra del Peloponneso ritornerò in modo più approfondito sulle figure di Erodoto e Tucidide. Per ora mi interessa sottolineare che è con Tucidide che nasce una riflessione razionale sulla storia.

Tucidide (60 a.C. – 404 circa) era già adulto all’epoca della morte di Erodoto (430 a.C.). Siamo in un periodo cruciale per lo sviluppo della cultura greca; l’influenza della Sofistica, delle scienze fisiche e della medicina di Ippocrate giocano un ruolo determinante nel plasmare la concezione tucididea della storia. Mentre la matrice ionica contribuì a vincolare Erodoto alla prospettiva epica e al gusto narrativo, che costituiscono il rapporto con il passato essenziale per l’invenzione del genere storiografico, con Tucidide la strenua tensione intellettuale che caratterizza l’ambiente ateniese si riflette nel rigore analitico e razionalistico che ne guida l’opera.

Assistiamo alla nascita di una “nuova era” nella nascente storiografia, in quanto all’importanza della tradizione orale e dell’historìa propria di Erodoto si sostituisce la riflessione sulla storia mediata dalla scrittura. Erodoto aveva raccontato la storia; Tucidide pensa agli eventi storici e li narra attraverso la scrittura. L’attitudine di Tucidide nei confronti della storia è l’attitudine dello scienziato che cerca di carpire i rapporti di causa-effetto dal fenomeno che osserva.

Busto di Tucidide (immagine di pubblico dominio).

Nel video che trovi in apertura di questo breve articolo ho cercato di mostrare che Tucidide è il padre della storiografia critica, oggettiva e realistica in cui la storia è intesa come cronaca dei fatti accaduti. Pur non essendo espressione di una “filosofia della storica” si possono rintracciare in Tucidide influenze della medicina ippocratica: un esempio è dato dalla descrizione della peste che colpì Atene. Nella storia si indagano le cause, le circostanze, i sintomi e gli sviluppi degli eventi interpretati come un tutto dinamico.

Ho poi accennato alle figure di Vico e di Hegel per come si posizionano sullo sfondo di questa storiografia scientifica. Vico come espressione di una visione indeterministica, non necessaria e non ripetitiva della storia, evidente nella teoria delle tre età e dei corsi e ricorsi storici, mentre Hegel sarà espressione di una visione opposta. Infine concludo con una sintesi dei tre (o quattro, a seconda delle interpretazioni) mondi storici in cui la storia è intesa come progresso necessario dello spirito, e nella quale si manifesta il carattere necessario dello spirito stesso.

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