Cos’è la Democrazia? Polis, Educazione e Filosofia Politica

La politica, come ancora la pensiamo noi è una pratica sociale per cui possiamo trovare una ben precisa origine. Tanto il termine quanto la prassi nascono dalla Grecia classica, da quella istituzione del tutto peculiare che va sotto il nome di polis. Oggi ti propongo un percorso volto a definire la democrazia attraverso due idee (o ideali): la polis e l’educazione.  

Tutti i video che carico sul canale sono momenti di un percorso intellettuale più ampio che, proprio grazie a questo sito, spero un giorno di riuscire a tracciare, compitamente. Chissà. In ogni caso, se come effetto collaterale riesco a fornirti dei percorsi didattici e di approfondimento, già posso ritenermi estremamente soddisfatta! Veniamo a noi.

Prima di parlare di filosofia politica, non dobbiamo dimenticare di chiederci cosa sia la filosofia. Queste è un nesso molto interessante istituito da Stefano Petrucciani. Leo Strauss, nel saggio Che cosa è la filosofia politica (1955) afferma che la filosofia è una forma di sapere che deve sempre dimostrare la sua eventuale legittimità. L’autore ne parla come una “pratica discorsiva” del tutto particolare che si caratterizza per l’unione di un determinato metodo con un determinato oggetto; filosofia è una forma sofisticata e istituzionalizzata di discorso che, quanto al metodo, si avvale fondamentalmente di un’unica risorsa, quella dell’argomentazione pubblica, critica e aperta, mentre, quanto all’oggetto, affronta la questione del nostro orientamento nel mondo. Dunque, la filosofia non è un sapere di fatti, ma è una sorta di ininterrotto dialogo argomentativo, un tentativo di costruire argomentazioni.

La peculiarità della filosofia sta nel fatto che cerca di affrontare con gli strumenti del dialogo razionale quei problemi ai quali le scienze positive sono costitutivamente impossibilitate a dare risposte: perché esse ci insegnano come stanno le cose, ma non come dobbiamo scegliere, quali sono i modi migliori per farlo, le gerarchie di valori, etc.. Più in dettaglio, la peculiarità della filosofia è porsi problemi che non possono essere risolti restando sul terreno di un accertamento di fatti: questioni normative, ma anche strutturali, cioè, che riguardano la struttura della realtà e delle sue diverse regioni. Allora, la filosofia politica, poiché non è scienza, si confronta proprio con problemi di questo genere: affronta sia questioni normative che strutturali.

Che cos’è la filosofia politica? – La filosofia politica si occupa delle interazioni fra gli uomini in società nella misura in cui sono regolate da relazioni di potere. Diremo allora che l’oggetto centrale sono le problematiche del potere. Cos’è il potere? Secondo una prima definizione, il potere è la capacità di controllare il comportamento di altre persone, ovvero di vedere obbedite le proprie disposizione; ciò attraverso la propria influenza o la minaccia di sanzioni.

A questo punto Petrucciani riprende la conferenza del 1919 di Max Weber, La politica come professione. Per Weber le caratteristiche del potere dello stato sono: (1) possibilità di esercitarsi su indeterminato territorio; (2) monopolio della forza legittima. Potremmo dire che la filosofia politica possiede due volti: da una parte, e questo è il lato di cui è stato maestro Machiavelli, essa si occupa del potere e dei vari aspetti dell’agire politico, dall’altra, a partire dalla Repubblica di Platone, la filosofia politica si pone la questione di quale sia il modo giusto di organizzare la nostra convivenza e quali forme di potere siano legittime.

NorbertoBobbio.jpg

Norberto Bobbio delineò poi i diversi significati che si potevano dare all’espressione filosofia politica che, in sostanza, identificavano quattro domande alla quali, nel corso del suo sviluppo, la filosofia politica aveva cercato di dare risposte: 1) qual è l’ottima costituzione politica? (sinonimo di “ordine politico”). 2) Perché dobbiamo obbedire? A chi? 3) Il problema concernente la natura dell’agire politico e la sua definizione. 4) La questione di tipo epistemologico: qual è il metodo e quali sono le condizioni di validità della scienza politica?

Cos’è la democrazia? – Il termine demokratìa compare per la prima volta nel VI libro delle Storie di Erodoto. In ben due occorrenze! Nel primo passo leggiamo che che il generale persiano Mardonio nel 492 a.C (poco dopo la battaglia di Maratona) instaura le democrazie al posto delle tirannidi nelle città ioniche. Nella seconda occorrenza leggiamo che Clistene nel 506 ad Atene “istituì le tribù (territoriali anziché genetiche) e la democrazia”. Mi pare chiaro che l’idea di democrazia nel mondo greco nasce in opposizione alla tirannide. Democrazia per i greci è in primo luogo “ciò che non è tirannide”, un governo di molti e non di uno solo. Il secondo video che ho caricato sul canale è dedicato alla democrazia e alla figura di Solone.

Il modello classico della polis democratica, destinato a restare un punto di riferimento per tutta la tradizione del pensiero politico occidentale, è quello delle istituzioni politiche di Atene, così come vengono definite dalle riforme di Clistene nel 508-507 a.C. e, successivamente, dagli interventi di Pericle. L’istituzione nella quale si incarna la società politica è l’ekklesia, l’assemblea aperta a tutti i cittadini maschi, liberi, che hanno più di 18 anni.  In essa tutti hanno diritto di parola e le decisioni vengono prese a maggioranza.

L’assemblea rappresenta la più alta autorità decisionale sulle questioni legislative e su quelle di governo, mentre l’attività amministrativa era esercitata dal consiglio dei 500 (boulè). Molte delle principali cariche politiche venivano attribuite per sorteggio ed era previsto un compenso per chi era designato a ricoprirle. La politica ateniese era dunque un sistema di democrazia diretta e partecipativa, era una democrazia che, a differenza di quelle moderne, era priva di un vero e proprio apparato statale. E’ nel contesto della città che si manifestano le prime forme di pensiero: i sofisti risaltano le leggi della città (nòmos) rispetto ad una presunta giustizia naturale, oppure affermano che la giustizia sia solo l’utile del più forte, abbiamo Protagora (l’uomo è misura di tutte le cose) che afferma che il giusto e l’ingiusto dipendono da ciò che la città stabilisce, etc..

Al rapporto tra democrazia e polis ho dedicato il podcast che trovi all’inizio di questo articolo. Ora non mi resta che approfondire il tema dell’educazione suggerendoti di cercare nel video a seguire le premesse del mio argomento:

Al politico spetta l’iniziativa e la decisione, non l’esecuzione diretta di un compito. La politica o scienza regale, se è davvero tale, non deve mai operare in prima persona, ma deve esercitare il potere su quelle scienze o tecniche, vedi la retorica, la strategia e la tecnica giudiziaria, che sono capaci di operare. Solo la politica in fatti sa quando è il momento opportuno per agire, mentre le altre devono solo obbedire, (Politico, 305c-d). La politica dunque controlla l’operare delle altre scienze o tecniche e ne determina solo le condizioni e circostanze di applicabilità.

Il filosofo invece è connotato principalmente nella Repubblica come uomo della paideia, è una figura connessa con l’educazione e con la vita buona, nonché con l’attività contemplativa che sola è in grado di garantire una vita felice. All’intellettuale spetta infine il compito del Socrate – alias torpedine marina – che scuote (e dà la scossa), ci ammonisce e avverte delle credenze e false opinioni che ci circondano, demitizza i presunti sapienti e ha un certo controllo sulla dinamica storica, nel senso che può fare alcuni previsioni sui destini e le derive cui la società può andare incontro. La Medea di Euripide (294-304) ammonisce l’uomo prudente e lo avverte dei rischi che una sapienza fuori dal comune può generare:”presentando agli ignoranti nuovi oggetti di sapere tu non apparirai sapiente ma inutile. E se non sarai considerato superiore a coloro che sembrano sapere molte cose, diventerai sgradito alla città. Poiché sono sapiente, questa è la mia sorte: alcuni mi odiano, ad altri appaio ostile”.

La polis e l’educazione – La terza e più complessa sezione metafisica della Repubblica (514a-518b) è costituita dall’allegoria della caverna. Si tratta di spiegare la differenza tra educazione (o cultura) e ineducazione, tra paideia e apaideusia. Non si tratta più di descrivere i gradi dell’essere e di conoscenza, ma di spiegare le differenze tra chi è filosofo e chi non lo è, mostrando quanto sia difficile e radicale il cambiamento tra le due condizioni.

Platone immagina dei prigionieri incatenati in una caverna. Possono guardare solo verso il fondo.Alle loro spalle, verso l’apertura della caverna, c’è un muretto affiancato da una strada; lungo questa strada camminano degli uomini con in mano degli oggetti. Dietro di essi c’è un fuoco che proietta nella parete in fondo alla caverna le ombre degli oggetti, in modo che i prigionieri non solo le vedano ma sentano l’eco prodotta dai discorsi degli uomini che camminano sulla strada. Ora, se i prigionieri avvezzi alle ombre soltanto fossero improvvisamente liberati e potessero guardare direttamente gli oggetti ne sarebbero abbagliati. Continuerebbero a pensare che la vera realtà è data da quella che vedevano prima.

Se poi fossero condotti all’aperto la situazione sarebbe ancora peggiore perché rimarrebbero letteralmente abbagliati dalla luce del sole. La vita dei prigionieri della caverna rappresenta la vita dell’uomo privo di educazione filosofica nella sua condizione sensibile, mentre il mondo reale, illuminato dal Sole, è metafora del mondo delle idee (il filosofo può accedervi solo al culmine di un processo educativo).

Accademia platonica, Mosaico Pompeiano (immagine di pubblico dominio).

Per questo motivo il filosofo appare agli uomini un’incapace, estraneo al mondo. Gli uomini non sono abituati a vedere le cose che i filosofi vedono e, esattamente come accade ai prigionieri, non ne sarebbero nemmeno preparati. I prigionieri non conoscono davvero la loro condizione men che meno quella dei filosofi ed è per questo che sono restii ad essere governati (517a). Ma il filosofo non deve accontentarsi dell’amore per la contemplazione del vero, deve invece liberarsi dalle catene e tornare indietro a liberare gli altri. Il fine dello Stato è infatti l’armonia dell’insieme.

La trasmissione del sapere non è come ridare la vista a un cieco (518b-c) in quanto chi riceve questo sapere deve essere in una condizione adatta ad esso; solo operando una vera e propria conversione dell’anima a ciò che prima si ignorava è possibile intraprendere questo percorso. Questo cammino è descritto nel curriculum studiorum del filosofo che culmina con la dialettica, la scienza più elevata. Per i governanti filosofi l’educazione ginnica e musicale non è sufficiente perché è capace solo di armonizzare il carattere ma non contiene i principi della scienza.

Sono dunque necessarie le discipline teoretiche: aritmetica, geometria, astronomia, musica – il quadrivium dei medievali – e dialettica (le matematiche hanno una funzione preparatoria alla dialettica poiché sono capaci di condurre l’anima verso la comprensione intellettiva: 523a).  Sulla natura propriamente dialettica della conoscenza Platone ritorna nel Teeteto (189e-190a) e nel Sofista (263e).

I governanti filosofi devono avere mente agile, buona memoria, disposizione all’impegno e alla fatica. Fino ai 20 anni la ginnastica, dai 20 ai 30 le scienze, poi cinque anni dedicati alla dialettica. Dai 35 anni ai 50 un primo tirocinio di governo (il ritorno nella caverna), infine dopo i 50 il governo a turno dello Stato (il resto del tempo deve naturalmente essere dedicato alla filosofia). Così Platone ha cercato una mediazione tra vita attiva e vita contemplativa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...