La Filosofia è Disumana? Eros e Ragione nel Simposio di Platone

Che ruolo ha la ragione, la razionalità, nella ricerca e nel conseguimento della felicità? A quali condizioni la ragione può essere intesa come autosufficiente? E la domanda è legittima, alla luce dell’intellettualismo di Socrate secondo cui la virtù è conoscenza, e la virtù è un ingrediente essenziale della felicità. Nella Fragilità del Bene Martha Nussbaum si pone un problema simile, parlando della giustizia. La giustizia è in grado di arginare la vulnerabilità umana garantendo a tutti crescita, realizzazione personale e dunque felicità?

Nussbaum rifiuta la concezione platonica secondo cui la bontà umana ci può difendere dai pericoli che incontriamo vivendo, ed opta per le soluzioni di Aristotele e degli Stoici, secondo cui la vulnerabilità umana è una delle chiavi più importanti per capire come realizzare il bene per gli uomini,un bene che non sia un’idea o un principio regolativo dell’azione ma qualcosa di realmente raggiungibile.

Le etiche eudemonistiche, le immagini del filosofo come sapiente, come virtuoso come politico sembrano prestare il fianco a molte critiche e paiono mostrare qualche intrinseco limite. Ragione e istinto, razionalità ed eros sono costantemente in lotta? Probabilmente sì, potresti rispondermi, ma a questo punto si pone il problema di capire che senso ha chiamare in causa soluzioni note come il giusto mezzo. Il giusto mezzo per me non è forse giusto mezzo per te, dunque questo più che un criterio universale è un modo individuale di porsi nei confronti delle scelte e dei comportamenti da adottare.

Il Simposio ci aiuta a capire meglio la questione. In esso Platone affronta le grandi domande sull’amore e sulla ragione e c’è un personaggio che forse può suggerirci qual è la strada da percorrere. Alcibiade. La storia di quest’uomo è una storia di sconfitte e dissipazioni, è il fallimento della ragione, incapace di modellare una vita, la vita di un uomo straordinario la cui carriera era leggendaria in Atene. Narratore del Simposio è Apollodoro che racconta la vicenda ad un amico dopo che gli è stata raccontata da Aristodemo. Un gruppo di amici tessono elogi a Eros. Parlano, in successione, Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane e Agatone. Inizio leggendoti quanto dice Fedro a proposito di Eros come motore di virtù.

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Martha Nussbaum (Department of Philosophy – University of Chicago).

Pausania ed Erissimaco mettono in luce la duplicità e la forza di Eros. Pausania distingue tra eros celeste o uranio ed eros volgare o pandemio, il primo rivolto alle anime e al bene mentre il secondo ai piaceri volgari e al corpo. Per Erissimaco invece eros è una forza cosmico-chimica e usa come modello la salute nei corpi. E come poteva essere diversamente? Erissimaco è un medico! Non lontano dalle nostre aspettative è anche il discorso di Aristofane che illustra il mito dell’uomodonna un mostro aggressivo che assale e insulta le divinità che per vendicarsi lo tagliano in due. Ecco spiegata la continua ricerca della nostra metà, lo smarrimento, l’inerzia e il desiderio che ci spinge verso la metà che ci manca. Finché non sopraggiunge Socrate a ribaltare i termini del discorso. Con due domande.

Vi lascio al video per conoscere i particolari. Concludo. La svalutazione di eros nella sua plasticità funzionale e nei multiformi modi in cui ci si presenta, in primis l’amore carnale, è favorita da una interpretazione di testi come il simposio che pretende di ricavare il messaggio dello scritto solo da una sua parte, in questo caso il discorso di Diotima riferito da Socrate. Interpretazione cara al cristianesimo e a una certa psicanalisi che relega a nevrosi e devianza alcune delle manifestazioni di eros. Non sarebbe forse il tempo di fare pace e riconciliarci come questa nostra parte dell’anima? Non sarebbe forse il caso di educare alle passioni e non combatterle per estirparle?

Bibliografia:

1) Platone, Simposio ► http://amzn.to/297OKeP
2) Martha C. Nussbaum, La Fragilità del Bene ►http://amzn.to/2fTGxBG

a) Nicola Abbagnano, Storia dell Filosofia I, UTET.

b) Mauro Bonazzi (a cura di), Storia della Filosofia Antica. Dalle origini a Socrate, Carocci.

c) Franco Trabattoni (a cura di), Storia della Filosofia Antica. Platone e Aristotele, Carocci.

d) Emidio Spinelli (a cura di), Storia della Filosofia Antica. L’età ellenistica, Carocci.

e) Riccardo Chiaradonna (a cura di), Storia della Filosofia Antica. Dalla filosofia imperiale al tardo-antico, Carocci.

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