La Filosofia di Agostino di Ippona: perché ho lasciato la religione sullo sfondo?

Comprendo per credere e credo per comprendere. Agostino ritiene che indagine teologica e indagine filosofica facciano tutt’uno. L’esperienza che l’anima fa di sé nella propria interiorità consente di raggiungere un corpo di conoscenze capace di illuminare la natura stessa di Dio. In questa esperienza è riscontrabile una tripartizione di memoria, intelligenza e volontà, alla quale corrisponde una tripartizione tra essere, ossia la memoria che la mente ha di sé, il sapere, come acquisizione di intelligenza e l’amore come esito del volere.

Queste tre dimensioni non sussistono isolatamente, ma sono ciò che sono nella relazione che ciascuna intrattiene con l’altra. Sono una sola sostanza. Da un lato vi è un’accentuazione della funzione dell’amore e della volontà, dall’altro troviamo l’uso della categoria di relazione, centrale nel pensiero agostiniano. Le tre dimensioni dell’anima sono le relazioni che intrattengono le une con le altre; ciò implica che la sostanza si dà nella relazione e non è qualcosa di a priori rispetto ad essa. In questo senso l’unità dell’anima è espressione della Trinità, delle articolazioni dinamiche dell’immagine di Dio, ma l’analogia tra spirito umano e Trinità è solo parziale: mentre nell’uomo le tre funzioni o relazioni non sono tre persone, in Dio sono una sostanza che si articola in tre persone.

Ora, alla luce di questo parallelismo imperfetto possiamo chiederci che cos’è la libertà. Dio è onnipotente e nulla accade se non è lui a provocarlo o permetterlo. Come è possibile che un Dio sapiente, che ha creato l’uomo, voglia o permetta che ci siano azioni malvagie da parte degli uomini? Libertà non significa possibilità di scegliere indifferentemente il bene o il male. Infatti, con il peccato l’uomo ha acquisito la libertà solo nel senso di non poter non peccare.

La vera libertà, invece, consiste nell’essere liberi dal peccato, ma questa non è una prerogativa umana. La volontà deve essere salvata per poter essere libera dal peccato: libero può infatti dirsi colui che è chiamato dalla grazia divina alla vera libertà, che consiste nel sottomettersi al bene. La volontà che ha ricevuto la grazia possiede l’amore, la caritas, che rende l’anima in grado di scegliere ciò che è il Sommo Bene, Dio. La vita felice in questa prospettiva non è altro che un dono di Dio. È Dio che decide chi si salverà e chi invece no.

Bene, potresti dirmi. Ma perché hai tralasciato la fede, la Trinità, il concetto di predestinazione, la grazia, la teologia della storia e le due città? Perché non hai approfondito questi temi? Ti risponderei con una domanda: secondo te, come si leggono i medievali? La religione è solo il terreno da cui estrapolare le teorie argomentative, le strategie logiche e il corpo concettuale di ciascun autore. Come se fosse un’occasione, pur inevitabile dato il periodo storico in cui ci muoviamo, per misurarsi con la filosofia, per affinare le armi a disposizione. Lasciare la religione sullo sfondo non significa non parlarne, non significa che non ne parlerò mai, ma che nella Playlist dedicata alla Filosofia Medievale lo farò in un modo particolare. 

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