Le Guerre Persiane tra Erodoto e Cornelio Nepote

La causa delle guerre persiane fu principalmente lo spirito di libertà delle colonie greche dell’Asia Minore. In questo video ho ripercorso le tappe principali delle due guerre. Ora, invece, ci concentriamo sulle fonti per avere una le linee guida di base per eventuali approfondimenti. 

Gli storici latini non offrono testimonianze dirette delle Guerre Persiane. Tuttavia, l’esigenza di confrontare la civiltà romana con quelle del passato offre l’occasione a Cornelio Nepote (Pavia, 100 a.C.) di presentare in parallelo le biografie dei personaggi romani e stranieri, principalmente, greci, distintisi per doti morali in varie attività. Cornelio Nepote è uno scrittore mediocre. Il suo merito maggiore è quello di aver influenzato le Vite Parallele di Plutarco.

La fonte più importante è Erodoto di Alicarnasso. Allo scontro tra Greci e Persiani – rivolta ionica inclusa – Erodoto dedica solo la seconda metà delle Storie. Essa è preceduta da una parte geografico-etnografica composta da una serie di logoi o discorsi relativi all’impero persiano e ai popoli con cui questo venne in contatto. La sua storiografia è caratterizzata dall’aderenza alla realtà, nella ricerca e descrizione degli eventi e dei dati di fatto, nell’attenzione al dettaglio etnografico e geografico nonché all’analisi dei vizi e del lato oscuro del potere, ben visibile nei desideri imperialistici.

Bassorilievo ritraente Erodoto (Museo del Louvre). CC BY 3.0.

La storia diventa nelle pagine di Erodoto un esempio di moralità, in quanto dimostra che la regola ultima de comportamento umano risiede nella misura, secondo il detto del santuario delfico. Benché l’uomo di Erodoto sia responsabile delle proprie azioni, il corso della storia è indirizzato da un doppio ordine di cause: trascendenti, il fato e gli dei, e le altre immanenti prodotte dalle azioni degli uomini. Al pragmatismo erodoteo non sfugge l’esistenza di un terzo ordine di cause, di carattere politico sociale ed economico, ma è abbastanza singolare per l’occhio di noi moderni che queste vengano relegate a cause occasionali e secondarie. In ultima analisi

Erodoto ha una visione tragica della storia. All’uomo è preclusa la conoscenza del suo destino e il personaggio storico esattamente come l’eroe tragico si dibatte in una rete intessuta dalla volontà degli dei e dalla propria natura cui è difficile sottrarsi. Plutarco dedica una delle Vite Parallele a Temistocle eroe della vittoria di Salamina. Abbiamo infine Eschilo che nei Persiani (rappresentata nel 472 per la prima volta) celebra con versi di rara efficacia l’elogio di Atene rievocando l’impresa di Salamina attraverso le parole con cui il Messo, giunto alla regia di Susa, racconta ad Atossa, madre di Serse, e ai dignitari persiani la sconfitta subita dal Re. Per ulteriori approfondimenti, rinvio al podcast in apertura.

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