Chi vuol esser Social, sia: di doman non c’è certezza

“Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza” scriveva Lorenzo de’ Medici (il Trionfo di Bacco e Arianna, 1490). Caro Lorenzo, spero che non ti offenda se uso questo tuo bellissimo verso per esprimere un concetto banale, che ritengo scontato: la libertà individuale prima di tutto (ovviamente, sempre nei limiti del buon senso e della libertà altrui). Questo principio mi è molto caro soprattutto nella gestione della mia immagine sui social network.

Chi ogni tanto capita sui miei video avrà notato che alla fine ringrazio per avermi fatto compagnia, ossia per aver guardato il video, e poi … stop. Non invito alla condivisione massiccia sui social, a spolliciare il video, ad iscriversi al canale o altro. Questo chiaramente non significa che non mi interessi la circolazione dei miei contenuti: non faccio video per gonfiare il mio ego – già di per sé ipertrofico – ma fregarsene delle visualizzazioni e del numero di persone che si iscrive al canale e che mostra di essere interessato all’interazione è da scemi. La mia non è una strategia di marketing. No, proprio no. Bene. Dopo questo spogliarello ontologico delle intenzioni guardiamoci in faccia, nudi.

Non ho nulla contro le solite formule tipiche degli YouTubers; semplicemente ragiono a lungo termine e, data la natura dei contenuti che pubblico sulla piattaforma, a me non fa nessuna differenza se una persona guarda il mio video il giorno in cui viene pubblicato o due mesi dopo. Ho ricevuto alcune critiche – non sempre costruttive – su questa mia idea dell’eternità dei contenuti didattico-divulgativi. Un video su Clistene e la democrazia in Atene è immortale nel senso che serve oggi e servirà sempre a studenti e a chiunque sia interessato ad approfondire la Storia Greca. E credo che molti altri creatori di contenuti “educativi” siano d’accordo con questa visione.

Sull’utilità a lungo termine di un video di storia (come quello qui sopra) credo non si possano gettare dubbi. Se poi, invece, si cade nella trappola del confronto, del mettersi (fintamente?) in gioco solo per fare a gara a chi ha più iscritti e visualizzazioni, pensando che abbia senso confrontare un canale di didattica con, che ne so, un canale di make up, di gaming o di generico intrattenimento, allora non ci siamo. Non rispondo nemmeno a chi “ragiona” in questi termini. La quantità isolata dal contesto e dagli obiettivi di un canale è un’etichetta vuota. Dunque, chi vuol esser SOCIAL, sia; mi rivolgo appunto a chi vuole essere social liberamente senza che io debba continuamente sollecitare una presenza, un like, un commento, un apprezzamento per un contenuto che teme il silenzio, l’oblio.

Un po’ quella che, heideggerianamente parlando, potremmo chiamare l’ossessione della presenza. Il non-esserci sempre, quotidianamente, ossessivamente sui social network non toglie nulla ai contenuti che ciascuno di noi offre; forse non saranno posizionati al meglio su Google, non entreranno mai nelle tendenze di YouTube, non verranno immediatamente consigliati dal severissimo algoritmo di YouTube. Lo so, so bene come funziona questo mezzo. Ciò posto, la domanda è una: cos’è importante per me, che senso ha Annaliside?

Image result for social network

Strategie di marketing, competizione, collaborazioni solo per aumentare gli iscritti e cose simili non sono per me. Non mi interessa. I contenuti che voglio seguire me li cerco. YouTube è un’attività accidentale al progetto didattico che sto costruendo; il nocciolo si trova qui, su questo blog, nelle cose che scrivo in giro e che su YouTube possono essere “distribuite” meglio. Quindi più velocemente e raggiungendo un pubblico più vasto. Su YouTube mi vedo come un soggetto di determinazioni, un portatore di contenuti che, benché siano marcatamente connotati dalla natura della mia individualità, hanno esistenza propria nel momento in cui abitano la piattaforma e si (ri)specchiano nello spettatore. Il distacco tra soggetto e oggetto si ha nel momento in cui premo il tasto pubblica. E il contenuto prende vita.

Concludo ripetendomi. I contenuti che voglio seguire me li cerco, non ho bisogno di sollecitazioni. I canali piccoli? Si trovano: basta usare la barra di ricerca su YouTube e smanettare un po’ con diverse chiavi. Si apre un universo inesplorato! Chi sostiene che su YouTube ci sia solo robaccia evidentemente non cerca altro. Ci tenevo a mettere in ordine i pensieri sul modo in cui vivo i social network; questo blog resta al centro e in questa sezione ci saranno tutti gli aggiornamenti sulle attività del canale didattico (e dei vlog che occasionalmente giro). La navigazione è semplice: nella sezione a sinistra trovate la didattica, a destra tutto il resto e al centro gli articoli in ordine di pubblicazione.

Visto che Facebook non mi sembra sia indicizzato su Google, sempre qui sul blog troverete la trascrizione di alcuni post che mi sembrano interessanti, e che resterebbero preclusi a chi non è iscritto a Facebook. Twitter lo uso solo per far rimbalzare quello che scrivo. Poi … basta. Non userò altro. Quindi per seguire tutti gli aggiornamenti su Annaliside può tenere d’occhio questo blog. Non mi resta che dirvi chi vuol esser SOCIAL, sia! Di doman non c’è certezza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...