Semantica dei Mondi Possibili: breve nota a margine dell’ultimo video

Saul Kripke durante una lezione su Gödel (University of California, Santa Barbara).

Che cosa significa comprendere un enunciato? Innanzitutto capire a quali possibili stati di cose esso può riferirsi, ossia a quali condizioni l’enunciato è vero e in quali condizioni invece è falso. Faccio qui una piccola precisazione a margine dell’ultimo video dedicato a Chi è il Filosofo Oggi? Tra Bellezza e Mondi Possibili. Che cosa intendevo dire? Quali concetti intendevo mettere sul piatto per discuterne insieme?

Parafrasando il buon vecchio Aristotele, diciamo un’ovvietà: filosofia/filosofo si dice in molti modi (sensi). C’è chi ritiene che la figura del filosofo sia vicina a quella del politico, chi si vede più come letterato, chi come artista, chi come mero storico, chi come agente del cambiamento sociale. Le magie della filosofia? No. Sensibilità diverse. Una incredibile ricchezza per il dialogo e il confronto. Cos’è per me la filosofia? Chi è per me il filosofo? Per me il filosofo è una figura molto vicina al matematico. Con gli strumenti della logica, il filosofo costruisce mondi ritagliando nell’ampio alveo della possibilità un dominio di verità relative, mai assolute, ma necessarie per spiegare con argomenti cogenti un oggetto determinato. Va da sé che possibilità non significa probabilità (la probabilità è più ristretta).

Ribadisco questi punti perché ho ricevuto molte e-mail in cui mi si dice che il filosofo non fa questo, che i mondi possibili sono …. un concetto new age! Chiaramente fantasie di questo tipo vengono da chi non sa nulla di filosofia; purtroppo su YouTube non è possibile pre-selezionare il pubblico, dunque chiunque può capitare su un mio video e capire ciò che vuole. Benché io non sia responsabile dell’uso che viene fatto di ciò che dico, è opportuno spendere qualche parola sul concetto di Mondo Possibile, in modo da zittire queste persone che, magari, prima di scrivere scemate potrebbero anche informarsi. Aprire un libro, fare un salto in biblioteca.

Cos’è la semantica dei mondi possibili? Te lo spiego in modo semplicissimo. Senza formule! Nome e Necessità di Kripke è del 1972 ma dobbiamo partire da qui per capirci qualcosa. L’autore parte da un’analisi dei nomi propri, che si riferiscono chiaramente a qualcosa, ma non includono alcuna descrizione di questo “qualcosa”. Resta infatti possibile che un certo individuo sia chiamato, ad esempio, Aristotele, senza conoscere altro di lui. I nomi propri hanno la prerogativa di non avere sinonimi: Aristotele avrebbe potuto non essere allievo di Platone senza perdere la prerogativa di restare se stesso – la sua essenza – dato che la descrizione “l’allievo di Platone” non è affatto sinonima di “Aristotele”.

Due espressioni si dicono sinonime se in ogni situazione controfattuale possibile hanno lo stesso riferimento, ossia designano lo stesso individuo. I nomi propri sono dunque designatori rigidi: essi hanno lo stesso significato in ogni mondo possibile, in ogni situazione controfattuale possibile. Secondo Kripke la stessa cosa vale per i nomi comuni di specie e di generi, i generi naturali, insomma, e di sostanze come acqua e oro. L’identità di queste cose è un’identità necessaria. “Aristotele” e “acqua” hanno lo stesso riferimento in ogni mondo possibile. Da queste considerazioni deriva l’essenzialismo di Kripke, l’ammissione dell’esistenza di essenze per i generi naturali (ma qui si apre un discorso molto ampio che per ora non faccio).

Partendo da questi assunti, Kripke sviluppa una semantica per la logica modale, ossia per la logia nella quale si usano operatori modali come necessariamente, è possibile che, e così via. In questo caso, un enunciato nel quale “x è necessariamente y” viene inteso come “x è y in ogni mondo possibile”. Eccoci al cuore dell’argomento. Con Mondo Possibile si intende parlare di Necessità (all’interno di una relazione tra due “termini”).  Mi rendo sempre più conto che, in media, le persone non hanno voglia di approfondire, aprono bocca su tutto dicendo bestialità che farebbero inorridire anche la persona più imperturbabile dell’universo. Lo scopo dei miei video è, come ho accennato, mostrare la bellezza e seduzione della ricerca, fare in modo che le persone abbiano il desiderio irrefrenabile di alzarsi, correre in biblioteca e mettersi a leggere di filosofia. Raccomando sempre di non aprire bocca se non si conosce approfonditamente il concetto/tema/argomento di cui si vuole discutere.

La filosofia non è democratica. Non esiste uguaglianza. Non siamo tutti sullo stesso piano. Ciascuno di noi è necessariamente determinato, vincolato al bagaglio che possiede qui ed ora, al momento della discussione. Se, ad esempio, mi confronto su temi concernenti l’estetica con un ricercatore o con uno studioso che da anni se ne occupa, prima di aprire bocca devo mettermi a studiare (l’estetica non è il mio campo e ne so poco). Uno degli “insegnamenti” o, meglio, consigli di buona condotta che spero di dare è proprio questo. Studiare prima di aprire bocca perché siamo uguali solo di fronte alla legge (… forse). La filosofia è il contrario dell’immediatezza nell’opinare. Alla prossima =)

Annunci

2 pensieri su “Semantica dei Mondi Possibili: breve nota a margine dell’ultimo video

  1. Gentile Annalisa, ho qualche riserva sull’asserzione che “la filosofia non è democratica”. Naturalmente ciò, in linea generale, è vero, se ci si riferisce alla competenza specifica, cioè alla conoscenza dei discorsi dei filosofi, delle loro opere, dei loro concetti, sui quali non è lecito parlare a vanvera. E ciò è vero per qualsiasi ramo del sapere e per le competenze di diversa natura distribuite tra i diversi individui, che “non sono tutti uguali”; senza dimenticare la competenza umana, che spesso prescinde da studi accademici. Tuttavia considerazioni come queste non devono indurre a negare valore al dialogo tra l’esperto e i non esperti, che non può essere inteso come semplice divulgazione della Verità, ma deve svolgersi su un piano di parità. Infatti la verità non coincide sicuramente con l’opinione della maggioranza, ma non è detto che appartenga, sempre e comunque, ai produttori di sistemi concettuali coerenti e rigorosi, ancorché si distinguano per la loro intrinseca bellezza e potere di seduzione. Socrate si misurava anche con i non filosofi, cui non solo chiedeva conto delle loro convinzioni, ma rendeva ragione delle proprie..

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...