Platone: quali Traduzioni Acquistare? Quali Studi e Guide per Cominciare?

A seguire trovi la bibliografia essenziale per capire Platone o, almeno, per cominciare a studiarlo. Devi fare particolare attenzione alle traduzioni, in quanto spesso si trovano in commercio dei testi a fronte pieni di errori e refusi (il fatto che sia un docente a tradurre non è una garanzia, ovviamente). Oltre alle migliori traduzioni italiane ti segnalo anche un manuale di storia della filosofia antica (a livello universitario) e alcune guide e saggi. Avevo già segnalato la maggior parte di questi libri nell’infobox dei vari video dedicati a Platone. Li raccolgo in questo post per comodità, visto che in molti mi chiedono cosa leggere e quale traduzione adottare.  Continua a leggere

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Cos’è lo Stoicismo? Uno sguardo sinottico sulle Tre Scuole

Lo stoicismo è uno dei movimenti intellettuali più importanti e fecondi del mondo antico, la cui influenza fu determinante per lo sviluppo di una filosofia romana (anche oggi esistono orientamenti di pensiero che si rifanno, più o meno direttamente, allo stoicismo). Data la longevità e grande varietà del movimento, gli studiosi sono soliti distinguerlo in tre fasi:

(1) la Stoà Antica, che occupa all’incirca il III secolo, dominata dalle figure di Zenone di Cizio, Cleante e Crisippo.

(2) La Stoà di Mezzo, che arriva fino al I secolo a.C., con Panezio e Posidonio, infine

(3) la Stoà Nuova o Romana, molto attiva fino al II secolo d. C., con Seneca, Epitteto e Marco Aurelio. Iniziamo con la Stoà Antica.

Il suo fondatore è un fenicio, Zenone di Cizico. Giunto ad Atene all’età di 22 anni circa, entrò nella scuola del platonico Polemone. Frequentò anche il megarico Stilpone e il cinico Cratete, incontri importanti per comprenderne il pensiero e, soprattutto, il socratismo. Nel 301-300 a. C. fonda ad Atene La Stoà (stoà poikìle, ossia portico dipinto), una scuola filosofica situata non ai margini ma nel centro della città, proprio nei pressi dell’agorà. Una scuola non aperta a tutti ma integrata nel tessuto sociale della polis e nel suo apparato educativo.

Essendo uno straniero, Zenone non poteva possedere beni immobili in Atene, il che contribuì a determinare le caratteristiche del sodalizio filosofico che si stava creando attorno alla sua figura. A differenza del Giardino di Epicuro e dell’Accademia, il Portico non è un’istituzione organizzata e riconosciuta istituzionalmente, ma un gruppo di amici che si riunivano a parlare di filosofia sotto a un portico.

Zenone di Cizio.

Alla morte di Zenone il suo successore fu Cleante (262) che, a differenza del maestro, non spiccava per acume filosofico. Il terzo scolarca della Stoà Antica fu Crisippo di Soli, la cui produzione fu decisiva per organizzare in forma sistematica il patrimonio culturale della scuola. Conformemente ad una tendenza tipica del periodo ellenistico, gli stoici concepirono la filosofia in modo sistematico, accettando la distinzione – peraltro già diffusa nell’Accademia di Platone – tra logica, fisica ed etica. Tale tendenza è tuttavia in loro accentuata dagli stretti legami che le diverse parti della filosofia hanno fra di loro: le diverse discipline erano insegnate intrecciandone continuamente gli argomenti:

“[Gli stoici] rappresentano la filosofia come un animale, paragonando la parte logica alle ossa e ai nervi, l’etica ai muscoli, la fisica all’anima. O anche come un uovo: la logica è il guscio, dopo viene l’etica, la parte più interna è la fisica. O anche come un campo fertile, del quale la siepe di recinzione è la logica, il frutto è l’etica, il terreno o gli alberi la fisica. O infine ad una città ben costruita e amministrata secondo ragione”, (SVF II.38).

Meno corretto è invece attribuire allo stoicismo un interesse esclusivo o prevalente per i temi etici. Questo giudizio non è suffragato né dall’entità delle testimonianze, che ci mostrano interessi molto profondi in tutte e tre le parti della filosofia, né dalle affermazioni esplicite, che più di una volta pongono la fisica, intesa come contemplazione del mondo animato dal logos divino, come culmine dell’itinerario filosofico. Le radici dell’avversione di Zenone nei confronti di Epicuro non risiederebbero dunque qui, ma nel fatto che la filosofia del Giardino presentava un’immagine riduttiva dell’uomo per l’attenzione concessa al sensismo e all’individualismo del filosofo che sfocia immancabilmente nel solipsismo.

Vero è piuttosto che, così come in tutta l’antichità, la filosofia stessa veniva intesa inscindibil­mente come teoria e pratica di vita (quest’ultimo aspetto veniva evidenziato anche dal legame con la scuola socratica cinica). Questa coerenza impressionò favorevolmente anche i contemporanei, come ci è attestato dal decreto con il quale gli Ateniesi riconobbero allo straniero Zenone pubblici onori:

“poiché Zenone di Cizio, figlio di Mnasea, per molti anni è stato nella nostra città per far filosofia e per tutto il resto ha vissuto da uomo buono, e i giovani che andavano da lui, esortandoli alla virtù e alla moderazione, li spingeva alle cose migliori dopo aver offerto a tutti la propria vita come modello; con il favore del Fato ha decretato il popolo di dar lode a colui che era coerente con i discorsi che faceva con gli altri, a Zenone di Cizio, figlio di Mnasea, e attribuirgli una corona d’oro secondo la legge, in riconoscimento della virtù e della moderazione, e di costruirgli anche un sepolcro a spese pubbliche nel Ceramico“, (SVF I.7).

Un ruolo importante è giocato anche dalla totale separazione da precisi progetti politici e dalla tendenza ad astrarre dalle condizioni concrete delle persone: ciò rendeva l’ideale del sapiente stoico almeno in linea di principio accessibile non ad una élite ma a tutti (anche a donne e schiavi, ci precisano le fonti antiche [SVF III.253]). Degli scritti stoici nulla ci è giunto per intero, fatto salvo un inno a Zeus composto da Cleante, che ebbe una grande notorietà nel mondo antico, anche al di fuori dei confini dello stoicismo. Esso, benché in un lin­guaggio attento più all’effetto poetico che all’esattezza, percorre nel loro intreccio tutti i temi fondamentali della fisica e dell’etica stoica, e può dunque essere pensato come una specie di introduzione.

Immanentismo, materialismo e impegno nel mondo sono dunque le direttrici principali dello stoicismo nel periodo delle origini. Il rifiuto della filosofia dualistica di Platone va inteso proprio in questo quadro teorico. Come vedremo, ciò che Zenone si propone di dimostrare è proprio la possibilità di una filosofia aperta ai valori morali cari alla tradizione socratico-platonica, in grado di garantire la serenità e felicità interiore, senza per questo ricorrere a un supporto metafisico ed escatologico che abbia natura fondazionale.

Nonostante il grande successo goduto nell’antichità dalle scuole stoiche, la loro esatta ricostruzione presenta notevoli problemi. Solo lo stoicismo romano è ben documentabile (ci sono giunte alcune opere complete) ma per i periodi anteriori, indubbiamente più articolati e complessi, possediamo solo testimonianze: numerose sì, ma spesso poco esatte, ripetitive e provenienti da fonti avverse. Esse inoltre spesso non distinguono gli apporti dei diversi stoici (non di rado in dissenso tra loro), rendendo più difficile da recuperare proprio una delle caratteristiche dello stoicismo più ammirate nell’antichità, cioè l’assoluta coerenza del discorso filosofico.

In tale situazione, tracciare un quadro generale dello stoicismo antico equivale a privilegiare il pensiero di Crisippo. Egli era infatti considerato già dai suoi contemporanei il più autorevole tra gli stoici, avendo organizzato in un insieme coerente e completato (soprattutto nel settore logico) le dottrine non sempre concordanti dei suoi predecessori.

Aristotele: Introduzione e Lessico di Base

aristotele

Per il mese di febbraio ho programmato due video su Aristotele (registrati qualche mese fa e che non vedete ancora, se state leggendo oggi questo post): il primo, qui sopra in copertina, è dedicato ai neofiti e può essere interpretato come un insieme di “consigli” per evitare fraintendimenti (e cavolate). Il secondo, che vedete sotto, è invece un lungo podcast in cui svisceriamo insieme i concetti di base della sua filosofia. Si tratta di due strumenti utili per chiunque voglia studiare Aristotele seriamente. Continua a leggere

La Filosofia è Disumana? Eros e Ragione nel Simposio di Platone

Che ruolo ha la ragione, la razionalità, nella ricerca e nel conseguimento della felicità? A quali condizioni la ragione può essere intesa come autosufficiente? E la domanda è legittima, alla luce dell’intellettualismo di Socrate secondo cui la virtù è conoscenza, e la virtù è un ingrediente essenziale della felicità. Nella Fragilità del Bene Martha Nussbaum si pone un problema simile, parlando della giustizia. La giustizia è in grado di arginare la vulnerabilità umana garantendo a tutti crescita, realizzazione personale e dunque felicità? Continua a leggere

Democrito ed Epicuro: Epistemologia, Felicità e Politica

Nel video abbiamo visto la distinzione tra qualità primarie e qualità secondarie. Come acquisire conoscenza delle cose che ci circondano? (i) Su cosa si basa l’epistemologia di Democrito? A questo proposito, ti dico subito che Democrito elabora la teoria degli effluvi che già conosciamo grazie alla filosofia della percezione di Empedocle. Nell’aria esistono delle sottili emanazioni di atomi che giustificano l’esistenza degli dei e dei demoni; questi flussi di atomi si staccano dagli oggetti e giungono ai nostri organi di senso producendo le sensazioni. Noi percepiamo solo i caratteri derivati delle cose – le qualità secondarie, nel linguaggio moderno – non lo zoccolo duro e di base della realtà (gli atomi e il vuoto non si vedono). Continua a leggere

Virtù e Reminiscenza nel Menone di Platone

La teoria della reminiscenza è uno dei capisaldi della dottrina della conoscenza (o epistemologia) di Platone. Presentata e discussa in varie opere, Menone, Fedone, Repubblica, è sempre presente nella produzione dei periodi della maturità e della vecchiaia. La dottrina della reminiscenza nasce dall’esigenza di rispondere a due obiezioni scettiche concernenti la dottrina delle idee: (i) come si giustifica l’esistenza delle idee? (ii) che cosa sono le idee? Esistono solo nella nostra mente, dunque sono meri concetti, o esistono al di là di essa e hanno una reale consistenza? Continua a leggere

(1) Platone: Scrittura, Conoscenza e Idee

Chi era Platone? Come leggere le sue opere? In questa serie di video affronto alcuni temi centrali della filosofia platonica: dopo una presentazione in cui ne ripercorriamo la vita e le opere, ci chiediamo come mai Platone sceglie proprio il dialogo come forma letteraria cui affidare le sue ricerche. Più in dettaglio, quale concezione del sapere e della natura umana si cela dietro a questa scelta? Continua a leggere