(8) Kant: il Giudizio Riflettente, Storia e Politica

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Il giudizio sintetico a priori dell’Analitica della ragion pura è un giudizio determinante; per mezzo delle forme a priori dell’intelletto esso determina il proprio oggetto come tale. A questo si contrappone il giudizio riflettente (Critica del giudizio) che si limita a interpretare gli oggetti naturali in base al principio della finalità (non può infatti costituire teoreticamente il proprio oggetto attraverso la sussunzione del molteplice empirico sotto l’unità delle categorie dell’intelletto). Che valore ha questo principio? Continua a leggere

(7) Kant, i Postulati della Ragion Pratica: Libertà, Anima e Dio

Image result for libertàAbbiamo visto che la legge morale è un fatto che ogni uomo scopre nella sua coscienza razionale. Come accade a tutti i dati di fatto, la libertà si giustifica da sé, non ha bisogno di deduzione alcuna. Anzi, essa ci permette di dedurre la realtà pratica da un concetto che nella Critica della ragion pura era ammesso come semplice possibilità: la libertà. Dal punto di vista teoretico l’esistenza della libertà non è passibile di dimostrazione alcuna, visto che in quanto tesi della terza antinomia cosmologica, ricade al di là dell’ambito fenomenico. Che dire, invece, del piano pratico? Continua a leggere

(6) Kant: la Morale e gli Imperativi della Ragione

Abbiamo visto che la Critica della ragion pura destituisce di ogni fondamento teoretico la metafisica. Ma la maggior parte dei predecessori di Kant aveva costruito proprio su simili fondamenti non solo le dottrine sull’essenza dell’uomo, del mondo e di Dio ma anche quelle concernenti l’uomo, la sua vita e i suoi comportamenti. Alla fine della prima Critica Kant deve appunto affrontare questo problema: fondare la morale in un contesto trascendentale che, in quanto tale, esclude ogni riferimento al dogmatismo metafisico.  Continua a leggere

(5) Kant, Critica della Ragion Pura: la Dialettica Trascendentale (anima, mondo e Dio)

Abbiamo visto l’Analitica trascendentale dei principi e, anche in precedenza, come le categorie debbano essere impiegate solo in presenza dei dati dell’intuizione: il loro unico uso legittimo è empirico. Le intuizioni della sensibilità a cui esse si applicano sono sempre riferite a precisi ritagli dell’esperienza, ossia a un numero numericamente limitato di fenomeni e condizionato da relazioni spaziotemporali. In fisica, le leggi che l’intelletto impone alla natura sono valide in quanto sono sempre riferibili a un ambito fenomenico esperibile dall’uomo. Se questo è vero, perché facciamo un uso trascendente delle categorie?  Continua a leggere

(4) Kant, Critica della Ragion Pura: l’Analitica Trascendentale dei Principi

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Abbiamo visto come funziona l’intelletto, cosa sono le categorie e i concetti puri. Resta da capire in che modo ciascuna categoria può essere applicata, in modo concreto, alle intuizioni così da originare i giudizi d’esperienza che ci aprono le porte della natura (sul piano epistemologico, ovviamente). Kant dedica a questo argomento la seconda parte dell’Analitica trascendentale che si intitola Analitica dei principi. Prima di dedicarsi ai principi, Kant affronta un problema preliminare.

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(3) Kant, Critica della Ragion Pura: l’Analitica Trascendentale dei Concetti

Come abbiamo accennato nei post precedenti, di per sé le intuizioni empiriche non costituiscono autentiche conoscenze. Sono infatti formate da una molteplicità di dati empirici ai quali manca la connessione e l’unità necessarie per costituirle in un oggetto di conoscenza. Ora, qual è la facoltà che compie questo passo, ossia questa operazione di unificazione? Pensando è l’intelletto che ora mediante concetti su quegli oggetti che in precedenza erano stati semplicemente intuiti e, dunque, erano mere rappresentazioni sensibili. Continua a leggere

(2) Kant, Critica della Ragion Pura: l’Estetica Trascendentale

Image result for critique of pure reasonLa Critica della Ragion Pura è un trattato sistematico. La scelta del genere letterario non è un semplice omaggio alla tradizione filosofica tedesca; per Kant la sistematicità è un’esigenza intellettuale e metodologica irrinunciabile. Le Critiche sono considerate da Kant opere propedeutiche a un sistema di filosofia nel quale i contenuti del sapere teoretico – relativo quindi al mondo della natura – e del sapere pratico – relativo al dominio della libertà – trovano finalmente una collocazione ordinata e organica. Continua a leggere