Cos’è la filosofia?

«Aus dem paradies, das Cantor uns geschaffen, soll uns niemand vertreiben können, (nessuno riuscirà a cacciarci dal Paradiso che Cantor ha creato per noi)», David Hlbert, Über das Unendliche. Mathematische Annalen, 1926: 170.

Cos’è la filosofia? Qual è il suo oggetto? Si tratta di domande molto complesse che non hanno una risposta univoca. Domande però sempre più urgenti, soprattutto perché oggi da più parti ci si chiede “a cosa mi serve la filosofia?”, “che cosa ha a che fare la filosofia con la mia vita?”, “perché mai dovrei perdere tempo a studiare Plotino?”. A seguire trovi alcune mie riflessioni, più o meno libere, che hanno come unico scopo dirti cos’è per me la filosofia e, soprattutto, qual è il metodo con cui scrivo i testi per questo sito. Cominciamo. Non vorrei deludere le tue aspettative ma la filosofia, esattamente come la matematica avanzata – quella dei corsi di laurea, non quella che serve al ragioniere per far di conto – non sempre ha un impatto evidente sulla quotidianità.

E perché mai dovrebbe necessariamente averlo? Si ama la bellezza perché ci serve nel quotidiano? 

Ti faccio due esempi. Che non ho scelto a caso. A cosa pensava Georg Cantor (1845-1918) quando giocava con gli insiemi? E David Hilbert (1862-1943), quando giocava con lo spazio? Dato un insieme di qualsiasi cardinalità (numero di elementi), esiste sempre un insieme di cardinalità maggiore. Questo è il Teorema di Cantor nella teoria degli insiemi di Zermelo–Fraenkel. Lavorando su insiemi finiti e infiniti, Cantor arriva a dimostrare che l’insieme delle parti di un insieme numerabile è più che numerabile. Ci hai capito qualcosa? Dai, cerca di essere sincero =) Cantor stava interpretando la realtà? La quotidianità? Certo che sì, ma con strumenti astratti e raffinati. Non comprensibili dall’uomo comune, non oggetto di divulgazione a meno di una preparazione teorica pregressa.

Il teorema di finitezza di Hilbert è il più importante lavoro di algebra generale che fino a quel momento gli Mathematische Annalen avevano pubblicato. Si dimostra l’esistenza di un insieme di generatori finito per un numero di variabili qualsiasi, e si fa questo in forma astratta nel senso che non esiste nessun procedimento che permetta di dimostrare questo teorema, pur essendo dimostrata la sua esistenza. Per non citare i suoi studi sulle equazioni differenziali ed integrali. Ci hai capito qualcosa? Dai, cerca di essere sincero =) Hilbert stava interpretando la realtà? La quotidianità? Certo che sì, ma con strumenti astratti e raffinati. Non comprensibili dall’uomo comune, non oggetto di divulgazione a meno di una preparazione teorica pregressa.

Ho scelto Cantor e Hilbert perché sono oggetto d’esame a filosofia, sì anche a filosofia, precisamente nei corsi di Logica e Storia della Logica. E ti ho chiesto se ci hai capito qualcosa – presupponendo che tu non abbia una formazione matematica – per capire se queste cose, anche solo accennate, ti facciano scattare un desiderio, una vocina nella testa, o simili. Una meraviglia e una curiosità irrefrenabile che trova combustibile proprio nelle difficoltà. Personalmente, se è tutto facile e immediato, mi annoio subito. Quando ti poni la domanda sul valore e sul ruolo della filosofia per la vita ti limiti a pensare a una gamma di pratiche quotidiane – esiste la “filosofia” animalista pro-vegan, esistono le “filosofie” orientali e mistiche, esistono “filosofie di genere”, etc.. – credendo (erroneamente) che la filosofia riguardi solo l’ambito relazionale, ovvero qualcosa di simile a un percorso interiore (?), qualunque cosa questo significhi, e argomenti da telegiornale di etica e filosofia politica. Se è questo che cerchi, se è questo che ritieni dia valore alla filosofia, mi sa che non hai ben capito cosa sia la filosofia. 

Certo, la filosofia è anche etica e politica: in questo c’è qualcosa di vero. La parola filosofia è di origine greca e significa letteralmente amore per il sapere. In primo luogo è una ricerca sul sapere: quale sapere deve essere ricercato? Che cosa occorre sapere e perché? Cosa devo fare per essere sapiente? E soprattutto nel mondo greco antico la filosofia è anche uno stile di vita, e questo è ovvio: le scuole come noi le intendiamo non esistevano ancora. Ma oggi, anche grazie alle tradizioni universitarie ereditate fin dal Medioevo e con l’avanzamento della ricerca in ambito specialistico (o, se preferisci, accademico), la filosofia è sempre di più qualcosa di simile a quanto Aristotele stesso teorizzava. 

Abbiamo a che fare con una tecnica di indagine che non può prescindere dall’analisi e dalla discussione delle opzioni teoriche fornite dalla tradizione che abbiamo alle spalle e, al tempo stesso, è un’attività costruttiva, è la costruzione di uno o più mondi possibili coerenti con le leggi della logica. La filosofia, anche nelle sue proposte teoretiche più astratte, non può prescindere dalla storia della filosofia, pena la mancanza di validità di quelle stesse proposte. Nella Metafisica infatti ci si chiede qual è la forma più alta di sapere: se è, come afferma Aristotele, la conoscenza delle cause e dei principi primi della realtà, ossia la conoscenza delle cose nel modo in cui sono e del perché sono quello che sono, allora essa è primariamente epistemologia, teoria della conoscenza, logica, teoria del linguaggio, riflessione sulla scienza e sui suoi metodi, studio delle cose che ci circondano (gatti, tavoli, pianeti). 

Cosa significa? Significa che la filosofia non è solo filosofia del diritto, etica, filosofia politica, estetica. Questi sono gli ambiti in cui esiste un impatto maggiore nella nostra vita quotidiana, e sono innegabilmente gli ambiti in cui è più facile parlarne divulgativamente. Un discorso sulla guerra, sui diritti umani, sulla bioetica e il testamento biologico, sul valore e i limiti della democrazia, sulle teorie della giustizia è infinitamente più spendibile e comprensibile di un resoconto sullo spaziotempo, sulle ontologie regionali o sulla differenza tra metafisiche descrittive e metafisiche correttive

Per rispondere alle domande che ci siamo posti all’inizio è necessario tenere presente tutto questo e, cosa ancora più importante, non farsi ingannare e/o non essere disonesti intellettualmente. La filosofia non è necessariamente attuale, nel senso che non è necessariamente legata a questioni e problemi di attualità, anzi! Se, poniamo in ontologia, la proposta teoretica è potente non di rado essa va ben oltre il tempo in cui vive la soggettività che se ne fa portavoce. Riguarda il futuro, spesso solo tangenzialmente il presente. Nel presente può mettere a disagio, in quanto anticipa i tempi. 

Concludo rivolgendomi a te che stai leggendo questa pagina e che sei capitato qui, forse per caso forse perché cercavi su google qualcosa di particolare, non so. Se cerchi la filosofia per tutti, la filosofia come percorso interiore, come opinione su qualcosa, come risposta definitiva a qualcosa, sei capitato nel posto sbagliato. Sarebbe come chiedere a un matematico come Kurt Gödel di lasciar perdere i Teoremi di Incompletezza e mettersi a far di conto: addizioni e sottrazioni sono utili per far quadrare il bilancio di famiglia e servono quando facciamo la spesa. E la spesa è nel nostro quotidiano, la facciamo tutti! Ma i numeri non servono solo per i conti della spesa; servono anche per risolvere problemi complessi.

Ecco, questa analogia è significativa anche solo per darti un’idea della differenza che esiste tra fare seriamente filosofia e, invece, parlare di filosofia come “filosofia di vita” e come “opinione e analisi dei fatti di attualità”. Tengo molto a questa distinzione perché è il primo passo per acquisire un metodo in filosofia. Ti ho dunque detto che la filosofia è molte cose. Che, ad esempio, tra le altre cose è sia ontologia che etica. Ma soprattutto che le branche della filosofia hanno sull’opinione collettiva (dei non esperti) un impatto diverso. Parlare di ontologia vuol dire chiedersi cos’è l’essere, cos’è l’essenza e che senso abbia parlarne oggi. Cos’è l’essere nel momento in cui studio la fisica delle particelle, se ad esempio il nucleo ha a che fare con l’essenza (e la definizione) di un “oggetto fisico nel mondo subatomico”. E cosa voglia dire essere ed esistere per una particella. 

Capirai bene che la difficoltà ed astrattezza di questo argomento lo rende ostico, lo rende anche facile preda di buffoni che millantano pseudoscienza sui social network. Lo rende meno spendibile di un argomento altrettanto filosofico come quello concernente l’eutanasia: si può proficuamente parlare di etica proprio attraverso un’analisi dei casi che l’attualità (purtroppo) ci sottopone. Credo che sia chiaro dove voglio arrivare. 

L’errore e la scemenza più comune che sento dire è proprio questa: tutto ciò che non risponde ai requisiti di un argomento come l’eutanasia – il motore immobile di Aristotele, l’argomento ontologico di Anselmo, la monade di Leibniz, il noumeno di Kant, la filosofia delle forme simboliche di Cassirer, etc.. – sarebbe un modo accademico, didattico, ammuffito e palloso di fare filosofia. Il mio scopo è dimostrare il contrario. Il cuore della filosofia sono proprio gli argomenti più tecnici e più astratti: Hilbert, Cantor e Gödel sono più vicini alla bellezza e alla realtà oggettiva del mondo quanto più le loro formule si fanno complesse e astratte. 

Nei manuali di filosofia si studia il noumeno, si studiano per lo più le opere scritte da docenti universitari, opere destinate a specialisti; non si studia l’interpretazione dei fatti di cronaca (questa è solo una via d’accesso alla filosofia per i non esperti. Se ti accontenti di questa non sei nel posto giusto e, mi spiace dirtelo, hai un’idea fuorviante di filosofia). Il presente a volte è inattuale. Questo sito è nato per dare gli strumenti di base a chiunque voglia intraprendere questo viaggio nella bellezza e complessità del reale. Il viaggio verso le vette di un Hilbert, di un Cantor, di un Gödel. 

Buona navigazione =) Annalisa.