Martin Heidegger: Esistere a meno della Massificazione Moderna (continua su facebook)

La Albert-Ludwigs-Universität di Friburgo. Dal 21 aprile 1933 al 27 aprile del 1934 Heidegger vi ricoprì l’incarico di rettore operando attivamente per la sua “nazificazione”.

In una sezione di Essere e Tempo (I, sezione 1, cap. 4 §27) troviamo un discorso interessante sul modo in cui vivere il rapporto con gli altri e, soprattutto, su cosa si possa intendere con esistenza autentica e progettualità. Cerco di dare un senso al discorso di Heidegger, che è tecnico sia concettualmente che formalmente, lasciando da parte il pippone che gli permette di arrivare al punto che ci interessa. Cos’è l’esistenza? Continua a leggere

Martin Heidegger: che cos’è un evento? Verità e Metafisica

Nello scorso articolo abbiamo introdotto il concetto di ontologia o ermeneutica della fatticità. A questo tema è dedicato il corso universitario del 1923, dove Heidegger sottolinea che il problema dell’essere è rimasto incagliato, non risolto o, peggio, è stato mal posto. L’essere è stato concepito come essere semplicemente presente, e questo è un modo di procedere che affonda le sue radici nel mondo antico. Compito della fenomenologia autentica è liberarsi da questi errori. In che modo?

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Martin Heidegger: che cos’è la vita?

Nel 1907 Konrad Gröber – il futuro arcivescovo di Friburgo – diede ad Heidegger uno scritto: Sul molteplice significato dell’essere in Aristotele (Franz Brentano, 1862). A Friburgo, tra i docenti, c’era il teologo Karl Braig, autore di un libro Sull’essere (1896), contenente ampie citazioni da Aristotele, Tommaso d’Aquino e Suarez: questi due libri misero Heidegger di fronte ad una domanda che, come abbiamo visto, sarebbe diventata centrale nel suo pensiero: che cos’è l’essere? Continua a leggere

Martin Heidegger: che cos’è l’Essere?

Con questa domanda siamo al cuore della speculazione di Heidegger. Tieni presente alcuni dati derivanti dal senso comune. Il termine essere si usa in molti significati. Essere si dice in molti modi, chiosava Aristotele nella Metafisica. Può essere usato nel senso di esistere, come sinonimo di essere vero, come copula che collega un soggetto a un predicato (“la mela è verde”). Il problema, come in Aristotele, è se esista un significato primario, quello che gli inglesi chiamano focal meaning, che consenta di pensarli tutti (e definirli, sussumendoli) nella loro unità. Continua a leggere

Martin Heidegger tra Esistenzialismo, Nazismo e Post-Verità

Oggi cominciamo il viaggio nel pensiero di Martin Heidegger (1889-1976). Con un duplice intento. Fornire una guida critica completa, corredata di schede delle opere principali e di bibliografia pur minima, e fare qualche riflessione sull’attualità di alcune delle sue tesi e teorie. Prendiamo un argomento oggi molto in voga. “Il lessema post-verità […] è esploso nella nostra lingua a seguito della Brexit e più recentemente delle elezioni americane vinte da Trump: al 22 novembre 2016, ricercando con Google sulle pagine italiane del web, si contavano oltre 30.000 risultati (tenendo conto, oltre che di post-verità, anche delle varianti post verità e postverità)”, (Risposta dell’Accademia della Crusca sulla Post-Verità, tratto da Linkiesta). Continua a leggere