Cos’è la Filosofia della Fisica? Consigli di Lettura

La filosofia della fisica è una branca della filosofia della scienza che si occupa dello statuto e della natura delle leggi fisiche. Studia gli aspetti filosofici – siano essi ontologici, metafisici, logici, epistemologici – delle teorie fisiche prestando particolare attenzione ad alcuni concetti: materia, forza, tempo, spazio, campo, energia, sistema, probabilità, causalità, determinismo, indeterminismo, etc..

Il libro più recente che ho letto si intitola Che cos’è un oggetto ed è stato scritto da Matteo Morganti. Si tratta di una presentazione delle principali posizioni sull’ontologia degli oggetti materiali e sulla loro struttura interna. Ribadita la necessità ed utilità della metafisica intesa come studio di ciò che è possibile, l’autore la pone in stretta sinergia con la scienza. Infatti, è proprio la fisica a costituire un campo di verifica imprescindibile per le ipotesi metafisiche. Si parla della teoria dei sostrati, delle sostanze, dei fasci di proprietà e dei tropi: un viaggio nell’universo degli oggetti materiali (ben recensito qui). Continua a leggere

La Scienza “inventa” il mondo? Tra Kaluza e Poincaré

Königsberg, primo decennio del 1900. […] “Papà, mi leggi una storia?”

Seduto nel piccolo e polveroso studio di casa sua, il professore rimuginava. Era completamente immerso nei suoi pensieri. Come “Privatdozent” di matematica all’università di Königsberg gli toccava vivere alla giornata, dipendendo letteralmente dal numero dei posti che venivano occupati giornalmente durante le sue lezioni. Fare lezione era un po’ come fare l’artista di strada: entrambi dovevano riempire di monete i loro cappelli, entrambi erano in balìa del loro pubblico o, forse, del destino. Come poteva mantenere se stesso e la sua famiglia, come poteva ottenere un lavoro stabile se non pubblicava quasi più nulla? Continua a leggere

Cos’è la scienza? In margine a un articolo su arXiv.org

Qual è la natura della conoscenza scientifica? Quali i suoi limiti? In che modo la conoscenza scientifica differisce da altre forme di conoscenza? Oggi voglio segnalarti un breve ma interessante articolo, che si intitola What is Science?, in cui Pierre C Hohenberg si pone una serie di domande che affondano le radici nella notte dei tempi. Ti invito quindi a dedicargli qualche minuto poiché i punti su cui discutere sono molti.

L’autore sostiene che “the body of knowledge we call Science is exemplified by elementary arithmetic: it has the following properties: (i) Science is collective, public knowledge; (ii) Science is universal and free of contradiction; (iii) Science emerges from science; (iv) Science is nevertheless bathed in ignorance and subject to change. These properties imply that many questions that are of great interest to humanity are out of reach to Science, since they necessarily involve individual and group commitments and beliefs. Examples are questions of ethics, religion, politics, art and even technology, for which diversity is a fundamental virtue”. Continua a leggere

Democrito ed Epicuro: Epistemologia, Felicità e Politica

Nel video abbiamo visto la distinzione tra qualità primarie e qualità secondarie. Come acquisire conoscenza delle cose che ci circondano? (i) Su cosa si basa l’epistemologia di Democrito? A questo proposito, ti dico subito che Democrito elabora la teoria degli effluvi che già conosciamo grazie alla filosofia della percezione di Empedocle. Nell’aria esistono delle sottili emanazioni di atomi che giustificano l’esistenza degli dei e dei demoni; questi flussi di atomi si staccano dagli oggetti e giungono ai nostri organi di senso producendo le sensazioni. Noi percepiamo solo i caratteri derivati delle cose – le qualità secondarie, nel linguaggio moderno – non lo zoccolo duro e di base della realtà (gli atomi e il vuoto non si vedono). Continua a leggere

(1) Intro. Relatività e viaggi nel tempo

Da oggi inauguriamo una telenovela sulla relatività, ossia una serie di post, vere e proprie puntate, in cui parleremo a cadenza settimanale di Relatività Generale e Ristretta, viaggi nel tempo e filosofia della relatività – in primis Cassirer e i neo-kantiani, Schlick e Whitehead, Reichenbach e l’empirismo logico. A seguire il Primo Episodio! L’indice completo? Indovinate!.

§1- Intro. Relatività e viaggi nel tempo – Il 28 giugno del 2009 Stephen W. Hawking organizzò una festa all’Università di Cambridge con tartine, champagne e palloncini colorati. Aveva spedito molti inviti, ma non si era presentato nessuno. Come stupirsi? Hawking aveva spedito gli inviti solo a ricevimento concluso. Si trattava di una festa di benvenuto per i futuri viaggiatori del tempo, un ironico esperimento per rafforzare la sua congettura del 1992 secondo la quale viaggiare nel passato è, de facto, impossibile. Parafrasando Enrico Fermi, se i viaggi nel tempo sono possibili, dove sono tutti quanti?

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Putnam, Bohm e l’ontologia della meccanica quantistica

Quantum Mechanics and Ontology è un articolo di Hilary Putnam contenuto nel volume Analysis and Interpretation in the Exact Sciences edito da Springer. Vi si analizzano vari temi, tra cui la difficoltà di applicare le ricette analitiche tradizionali per chiarire la struttura ontologica della Meccanica Quantistica (MQ).  I motivi di queste criticità sembrano concentrarsi sul concetto di esseribile locale (local beable) introdotto da John Bell. Contrapporre esseribile ad osservabile significa contrapporre la metafisica alla fisica, tenere distinti due ambiti rendendo impossibile affrontare il problema dei fondamenti e le insidie del realismo? Non necessariamente. Gran parte dei problemi connessi con lo statuto ontologico della MQ derivano da una paura della metafisica, un “male” che ha afflitto – e affligge ancora – parte della storia della filosofia moderna. Per fortuna Einstein non era di questo avviso.

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