Decoerenza ed effetti relativistici sul tempo

La metrica o, meglio, la teoria dello spaziotempo di Einstein spiega il passaggio dal dominio quantistico a quello classico. A sostenerlo è un team internazionale di ricercatori in un interessante paper su Nature Physics. Nel 1915 Einstein formulò la teoria della relatività generale cambiando radicalmente la nostra comprensione della gravità. E non solo. Ha spiegato la gravità come la manifestazione della curvatura del tessuto spaziotemporale in cui il tempo stesso viene alterato dalla massa. Continua a leggere

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Come costruire una macchina del tempo

Paul Dirac. (Credit: Wikipedia.org).

Vi parlo un po’ di uno dei miei libri (e autori) preferiti: Paul Davies, Come costruire una macchina del tempo, Mondadori, 2003. Noto in tutto il mondo per le sue ricerche nel campo dei buchi neri, della cosmologia e della teoria quantistica, Paul Davies è un abilissimo divulgatore scientifico, autore tra l’altro di alcuni testi di divulgazione davvero fondamentali (che ho divorato veloce come un tachione!): I misteri del tempo. L’Universo dopo Einstein, Mondadori, 1997; Siamo soli? Implicazioni filosofiche della vita extraterrestre, Laterza, 1998; Gli ultimi tre minuti. Congetture sul destino dell’UniversoBUR, 2000 e Uno strano silenzio. Siamo soli nell’Universo?, Codice Edizioni, 2012. Nel 1995 ha vinto il prestigioso Premio Templeton; qualche anno fa è stato insignito della Medaglia Kelvin da parte dell’UK Institute of Physics e del Faraday Award della Royal Society. Continua a leggere

Viaggiare nel tempo? Forse, con un pizzico di filosofia

Rappresentazione grafica di un tachione. (Credit: wikipedia.org).

“Il viaggio nel tempo, io sostengo, è possibile. I paradossi del viaggio nel tempo sono stranezze, non impossibilità”, (Lewis D. K., The Paradoxes of Time Travel, in “American Philosophical Quarterly”,  13, (1976), pp. 145-52).

È possibile viaggiare nel tempo? Il libro di Giuliano Torrengo, viaggi nel tempo. Una guida filosofica, Laterza, Roma-Bari 2011 affronta il problema con un taglio filosofico e scientifico insieme. Colmando una lacuna nel panorama delle pubblicazioni in lingua italiana sul tema e con uno stile decisamente vivace – non mancano i rinvii alla letteratura e al cinema – presenta il ventaglio completo dei problemi che ruotano attorno ai viaggi nel tempo. Una lunga recensione del testo è disponibile su APhEX, Portale Italiano di Filosofia Analitica. Continua a leggere

Geometrie che vibrano: uno strumento per la gravità quantistica

Gravity’s lingua franca: Unifying general relativity and quantum theory through spectra; geometry

Istantanee dell’algoritmo che inizia da una forma sferica e ricava un cubo dall’analisi del suo spettro. (Cortesia di Achim Kempf. Copyright 2013 – The American Physical Society).

PRINCETON – Avrete spesso sentito parlare del “Graal” della Fisica: trovare uno strumento in grado di unificare la Relatività Generale (RG) con la Fisica Quantistica (FQ), formulare la cosiddetta Teoria del Tutto per conciliare tutte le forze presenti in natura. Come è facilmente immaginabile, le difficoltà che gli studiosi incontrano sono numerose e di vario genere e riguardano il rapporto tra RG e FQ. Continua a leggere

Un deittico temporale. Aristotele e le perplessità di Einstein

Salvador Dalì, La Persistenza della Memoria (olio su tela, 24×33, 1931).

La nozione di ora resta per la fisica un argomento spinoso. In un breve articolo del 2004, James B. Hartle ne ha messo in luce i principali problemi (The physics of now, in “Physica Scripta”, 77 (2004), pp. 67-77). Ora sono seduta alla scrivania e sto scrivendo; interrogarsi sullo statuto del presente significa situarsi nel tempo, riconoscere di avere una storia scandita in un passato e in un futuro. La nostra consapevolezza, la coscienza di noi stessi e del mondo è incardinata nel presente, e tuttavia questo stesso presente sembra irrimediabilmente sfuggirci. Proprio grazie alla Relatività Generale (RG) di Einstein abbiamo imparato che è addirittura impreciso sostenere che percepiamo il presente: se fissiamo la Luna, la vediamo com’era un secondo e mezzo fa, il tempo necessario alla luce per arrivare dalla Luna alla Terra.  Continua a leggere